lunedì 13 aprile 2015

LA PRESENZA DEL SIGNORE RISORTO


LA PRESENZA DEL SIGNORE RISORTO

Avendo Gesù perduto la propria vita nel passaggio dell'annientamento, la ritrova gloriosa, pneumatizzata: 

il Signore, Gesù risorto, è lo Spirito (cf. 2 Cor 3, 17). Egli vive ormai un tipo di presenza nuova tra i suoi discepoli: è presente nello Spirito nella comunità da lui originata.

Cristo è presente nella sua Chiesa, secondo quanto ha promesso: "Ecco io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo" (Mt 28, 20). 

"La Chiesa è ora presenza reale ed escatologica della vittoriosa e definitiva volontà divina di grazia, costituita da Dio nel mondo nella persona di Cristo. 

La Chiesa è il rimanere presente di quella prima parola sacramentale, che è Cristo nel mondo che opera ciò che esprime". 

Naturalmente, molteplici sono i modi di questa sua presenza, come ha sottolineato ad esempio la Costituzione conciliare sulla Liturgia, più diffusamente ripresa dall'Enciclica Mysterium fidei di Paolo VI. Cristo è presente nell'assemblea liturgica, nella sua Parola, nei sacramenti, nei suoi ministri... 

Se in questa varietà di presenza è stata solitamente sottolineata quella eucaristica, ciò non deve essere a discapito delle altre. "Tale presenza - ha scritto Paolo VI riferendosi a quella eucaristica - si dice "reale" non per esclusione, quasi che le altre non siano "reali", ma per antonomasia". 

Piuttosto che un'entità isolata rispetto agli altri modi di presenza, essa ha come fine quello di approfondire la presenza di Cristo nella comunità e in ogni suo membro. La Parola, il Sacramento e l'azione dello Spirito sono finalizzati a fare della comunità il luogo permanente della presenza di Cristo. 

La teologia odierna, a partire dal Concilio, ha riscoperto la multiformità di tale presenza.


L'approfondimento della realtà della Chiesa locale e della Chiesa come mistero di comunione ha soprattutto messo in rilievo la presenza del Signore risorto tra i fedeli che sono riuniti nel suo nome, secondo la promessa di Gesù: "dove sono due o tre riuniti nel mio nome, io sono in mezzo a loro". 

E la riscoperta di Cristo presente nella Chiesa locale, espressione concreta della Chiesa universale. Più concretamente ancora, è la riscoperta di Cristo presente non solo in ogni singola Chiesa locale, nel senso di diocesi o parrocchia, ma in ogni cellula di cristianesimo. Poiché Cristo è presente anche solo dove sono "due o tre", anche nella più piccola espressione di comunione vi è la Chiesa. 

Non è che in questo modo, scriveva già O. Casel, "l'unica Ecclesia si frantumi in una pluralità di singole comunità, né che la molteplicità delle singole comunità unite insieme formi l'unica Ecclesia. 

L'Ecclesia è soltanto una, dovunque essa appare, è tutta intera e divina, anche là dove soltanto due o tre sono adunati nel nome di Cristo". "In piccolo - annota un esegeta di Matteo -, la Chiesa è dappertutto, là dove due o tre sono radunati nel nome del Signore. 

E una comunità intorno a Cristo e in Cristo. La Chiesa è universalmente là dove c'è la comunità di tutti i fedeli attorno a Cristo". 

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