sabato 2 maggio 2015

COMUNITA' RELIGIOSA E FRUTTI



COMUNITA' RELIGIOSA E FRUTTI

Consapevole della realtà di tale presenza, la comunità religiosa può sperimentarne i suoi innumerevoli frutti. 

La presenza del Signore risorto nella comunità è infatti una presenza operante. Il documento della SCRIS su La dimensione contemplativa della vita religiosa, rivolgendosi a tutti i religiosi e le religiose, dopo aver riaffermato che 

"la comunità religiosa è in se stessa una realtà teologale, oggetto di contemplazione: come "famiglia unita nel nome del Signore" (PC 15)", trae la prima fondamentale conseguenza. Se la comunità è il luogo della presenza di Dio, essa "è, per natura sua, il luogo dove l'esperienza di Dio deve potersi particolarmente raggiungere nella sua pienezza e comunicare agli altri. 

La reciproca accoglienza fraterna, nella carità, contribuisce a "creare un ambiente atto a favorire il progresso di ciascuno" (ET 39)". Perché il Santo stesso è presente tra i membri della comunità, essi possono raggiungere la santità.

L'azione di Gesù in mezzo alla comunità religiosa favorisce infatti "il progresso di ciascuno" in molteplici modi. Cristo presente nella sua comunità opera anzitutto sul piano illuminativo. 

Come quando si pose in mezzo ai due di Emmaus, Egli, facendosi nuovamente presente in seno alla comunità, continua a spiegare il senso delle Scritture e a far ardere i cuori. 

Quest'azione di tipo illuminativo può essere percepita a vari livelli. 

Le verità della fede e della vita cristiana, fatte oggetto di comunione, colte nell'unità di persone che si amano, illuminate dallo Spirito che il Risorto presente comunica ai suoi, sono percepite in profondità, colte dal di dentro, raggiunte con un tipo di conoscenza di ordine sapienziale, esperienziale. 

Nei due di Emmaus la presentazione delle Scritture aveva avuto come effetto l'ardore del cuore. Era stata quindi una penetrazione amorosa del mistero. 

La vita nell'amore scambievole, a sua volta, facendo vivere in Dio e facendo partecipare alla vita di Dio, consente di scoprire le cose come Dio le vede e le vuole, quasi per connaturalità,

La presenza del Signore tra i suoi riuniti nel suo nome porta infatti con sé l'intera presenza trinitaria e fa vivere a modo della Trinità. La vita spirituale, la vita liturgica, la vita di preghiera, la realtà della Chiesa, insomma tutte le componenti più intime e sostanziali della vita dei religiosi, vengono interiorizzate e diventano realtà vive e operanti.


Questo vale, in particolare, anche per la conoscenza, la riscoperta e l'attuazione del carisma specifico dell'Istituto. 

Essendo questa, per sua natura, una grazia comunitaria, deve essere custodita, compresa e approfondita proprio dalla comunità come tale e non può essere percepita e vissuta nella sua interezza se non all'interno di una dinamica di comunione. 

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