mercoledì 3 giugno 2015

LA CELEBRAZIONE DEL GIOVEDI' SANTO



La celebrazione del Giovedì Santo

Poiché secondo la concezione degli ebrei e in genere degli antichi il giorno si inizia la sera precedente, anche la sera del Giovedì Santo fa già parte dei tre giorni santi. 

Ciò si giustifica anche dal punto di vista del contenuto, poiché nell’Ultima Cena Gesù anticipa sacramentalmente il dono di sé nella morte sulla croce: 

cioè, durante l’Ultima Cena inizia propriamente la sua passione.


La messa della Cena del Signore deve essere l’unica in questo giorno (a prescindere dalla missa chrismatis = Messa del S. Crisma celebrata dal vescovo nella mattina). 

Ad essa è unita l’usanza della lavanda dei piedi (detta anche Mandatum = comando), dopo il Vangelo (facoltativamente). 

Detta l’orazione dopo la comunione i doni pre-consacrati per il Venerdì Santo vengono portati al tabernacolo di un altare (cappella) laterale e viene rimosso l’ornato dell’altare maggiore (denudatio altaris = spogliazione dell’altare).

La successiva adorazione davanti al SS. Sacramento deve possibilmente essere mantenuta. 

La denominazione di questo luogo della reposizione come santo sepolcro è considerata meno felice e da abbandonare! 

E’ il caso ancora di ricordare l’uso, che si mantiene, di suonare le campane per il Gloria, per poi farle tacere fino al Gloria della Veglia Pasquale.

All’altare del posto del campanello si usa in taluni luoghi uno strumento di legno (crotalo o raganella).

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