mercoledì 19 agosto 2015

PASQUA SEMPRE ATTUALE


PASQUA SEMPRE ATTUALE

Tutta la nostra vita cristiana realizza il nostro passaggio "da questo mondo al Padre". 

Quando dunque noi celebriamo la Pasqua non celebriamo un avvenimento passato, ma un fatto presente, sempre attuale.

Non è tuttavia l'atto storico del passaggio di Cristo che diventa presente, atto che è stato compiuto una volta per sempre; 

ciò che è attuale e avviene ora, è il nostro passaggio di membra del Cristo, passaggio che si compie ora sotto l'influsso e l'azione attuale di Gesù che è passato una volta per sempre "da questo mondo al Padre" (Gv 13,1).

Quanto si può affermare della celebrazione pasquale non si può dire nel medesimo modo delle altre feste, anche se esse pure usano l'"hodie", se non nella misura in cui queste sono momenti particolari o aspetti del mistero pasquale. 

Ad esempio il Natale. 

E' la festa della nascita umana del Figlio di Dio. 

Ebbene, mai nella sacra Scrittura si afferma che noi dobbiamo partecipare a questa nascita, così come viene invece detto che dobbiamo partecipare alla morte-risurrezione di Cristo. Non è alla nascita umana di Cristo, ma alla sua nascita divina che noi veniamo associati.

Occorre ricordare come, storicamente, la celebrazione della iniziazione cristiana abbia dato una dimensione di particolare attualità alla commemorazione annuale del mistero di morte e risurrezione di Cristo che veniva vissuto nel "passaggio" dei catecumeni alla vita nuova.

Inoltre, l'adesione interiore a questo "passaggio" del Signore, non è semplice atto individuale, ma un fatto universale, ecclesiale, causato da un intervento attuale di Cristo che agisce ora, oggi, per mezzo dei gesti sacramentali della sua Chiesa, per la trasformazione e la risurrezione del mondo.

La veglia pasquale

Finora abbiamo parlato dell'attualità del mistero pasquale. Vediamo ora come la liturgia, a partire almeno dalla metà del secondo secolo (e forse dalla fine della stessa epoca apostolica) celebri questo mistero.


Al centro sta la veglia pasquale che celebra l'intera storia della salvezza culminante nella morte e risurrezione di Gesù. 

Questa veglia comporta una celebrazione della parola (più estesa che nelle messe ordinarie), la celebrazione della iniziazione cristiana e la celebrazione eucaristica nella quale ha culmine lo stesso rito di iniziazione vissuto dai neofiti e rivissuto(mediante la rinnovazione delle promesse battesimali) da tutti i fedeli.

giovedì 13 agosto 2015

45 ANNI - NOZZE DI RUBINO

45 ANNI: NOZZE DI RUBINO
(13 Agosto 2015)
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La dolcezza e la delicatezza del tuo cuore hanno reso meravigliosa la mia vita accanto a te Stellina.
Insieme abbiamo creato una splendida famiglia attraverso la quale continueremo ad esistere.
Abbiamo cresciuto i nostri due figli Emanuele e Francesca, incontrato qualche difficoltà ma rimanendo sempre uniti come radici intrecciate che sono diventate una sola pianta forte e rigogliosa.
Anche senza parlare i nostri occhi si trasmettono mille carezze
e il nostro amore non avrà mai fine.
Auguri Tesoro.

                                          Pino

domenica 2 agosto 2015

Il Mistero Pasquale





Il mistero pasquale


La vita dell'uomo si svolge nel tempo. 

La percezione che l'uomo ha della realtà, è misurata dal tempo. 

L'uomo non riesce tuttavia a "comprendere" l'intima natura del tempo che rimane per lui una cosa misteriosa, indefinibile, nella quale è difficile distinguere chiaramente l'elemento oggettivo dall'elemento soggettivo.

Noi sappiamo però dalla rivelazione che Dio, il quale è al di fuori e al di sopra del tempo, per incontrarsi con noi e per salvarci ha agito nel tempo e attraverso il tempo. 

Da questa azione di Dio nel tempo, il tempo stesso è rimasto come santificato, diventando mezzo del nostro progressivo cammino verso l'unione piena e definitiva con Dio. 

Ogni vita umana e ogni parte della vita umana diventa allora una tappa, un momento di questo cammino.

Poiché la nostra vita umana si compie nel tempo, successivamente e progressivamente, lo stesso si verifica anche per la nostra vita nuova, ricevuta da Dio in Cristo.

L'inizio di questa vita nuova e il suo progressivo sviluppo fino alla pienezza definitiva vengono designati con il nome di "mistero pasquale". 

Il mistero pasquale consiste infatti nel passaggio da questo mondo, attraverso una comunione di morte nell'obbedienza del Figlio, verso un mondo nuovo, dominato dallo Spirito, nella gloria della risurrezione presso il Padre (cf Gv 13,1; Fil 2,6-11). 

Questo passaggio che si è già compiuto in Cristo (e in Maria), continua a realizzarsi per tutte le altre membra del suo corpo mistico. 

Esso sarà completo al termine della storia, quando il Cristo ritornerà nella gloria "per giudicare i vivi e i morti".

Ecco perché ciò che noi cristiani celebriamo nell'azione liturgica non è un semplice ricordo di un avvenimento passato, ma la attualizzazione di un atto salvifico che continua a influire anche ora sulle membra del corpo di Cristo. 

Nella celebrazione liturgica non si ha dunque solamente un ricordo, ma anche una presenza;

come pure una anticipazione del ritorno di Cristo:

il che significa che, nel medesimo tempo, noi aspettiamo questo ritorno e, partecipando alla pasqua del Signore, noi contribuiamo alla sua venuta.