domenica 2 agosto 2015

Il Mistero Pasquale





Il mistero pasquale


La vita dell'uomo si svolge nel tempo. 

La percezione che l'uomo ha della realtà, è misurata dal tempo. 

L'uomo non riesce tuttavia a "comprendere" l'intima natura del tempo che rimane per lui una cosa misteriosa, indefinibile, nella quale è difficile distinguere chiaramente l'elemento oggettivo dall'elemento soggettivo.

Noi sappiamo però dalla rivelazione che Dio, il quale è al di fuori e al di sopra del tempo, per incontrarsi con noi e per salvarci ha agito nel tempo e attraverso il tempo. 

Da questa azione di Dio nel tempo, il tempo stesso è rimasto come santificato, diventando mezzo del nostro progressivo cammino verso l'unione piena e definitiva con Dio. 

Ogni vita umana e ogni parte della vita umana diventa allora una tappa, un momento di questo cammino.

Poiché la nostra vita umana si compie nel tempo, successivamente e progressivamente, lo stesso si verifica anche per la nostra vita nuova, ricevuta da Dio in Cristo.

L'inizio di questa vita nuova e il suo progressivo sviluppo fino alla pienezza definitiva vengono designati con il nome di "mistero pasquale". 

Il mistero pasquale consiste infatti nel passaggio da questo mondo, attraverso una comunione di morte nell'obbedienza del Figlio, verso un mondo nuovo, dominato dallo Spirito, nella gloria della risurrezione presso il Padre (cf Gv 13,1; Fil 2,6-11). 

Questo passaggio che si è già compiuto in Cristo (e in Maria), continua a realizzarsi per tutte le altre membra del suo corpo mistico. 

Esso sarà completo al termine della storia, quando il Cristo ritornerà nella gloria "per giudicare i vivi e i morti".

Ecco perché ciò che noi cristiani celebriamo nell'azione liturgica non è un semplice ricordo di un avvenimento passato, ma la attualizzazione di un atto salvifico che continua a influire anche ora sulle membra del corpo di Cristo. 

Nella celebrazione liturgica non si ha dunque solamente un ricordo, ma anche una presenza;

come pure una anticipazione del ritorno di Cristo:

il che significa che, nel medesimo tempo, noi aspettiamo questo ritorno e, partecipando alla pasqua del Signore, noi contribuiamo alla sua venuta. 

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