venerdì 25 dicembre 2015

venerdì 18 dicembre 2015

I SENTIMENTI DEL BUON LADRONE



I SENTIMENTI DEL BUON LADRONE

Non è possibile meritare la Pasqua di Gesù senza i sentimenti del buon ladrone. 

Nessun’altra voce si unì in aiuto di Gesù, se non la sua.

Con energia e fermezza non badò allo scandalo che soffriva: il ladrone sceglie di avere fede come nessun altro in quell’ora tremenda.

Il ladrone non si lasciò impressionare vedendo Gesù in croce, impotente nella debolezza della carne spogliata dai peccati altrui. 

Il suo cuore non si lasciò intimorire, pur dinanzi alla schiera dei carnefici che acclamavano alla morte.

Neanche il clamore del popolo inferocito lo impressionava, né il fanatismo degli infedeli o il vituperio dei bestemmiatori e dei calunniatori.

Di tutto ciò il malfattore non ebbe cura, ma con franchezza professò la sua fede, dicendo ad alta voce: «Gesù, ricordati di me quando entrerai nel tuo regno».

A ben vedere è questo il primo, grande annuncio della Pasqua, il primo anticipo di luce della Pasqua che accende le tenebre del monte Golgota.

Questa professione di fede, che parte dal cuore di un uomo, dice che ogni cuore umano è fatto per la Pasqua, non per la morte; per la gloria, non per la sconfitta umana.

Come avrebbe potuto Gesù non rispondere dinanzi a tanta fede? Lui che si era commosso per la fede della gente stanca che lo seguiva (cfr Mc 6,34 ss), per la fede del centurione (cfr Mt 27,54), per la fede della Cananea (cfr Mt 15,21-28), ora ha dinanzi a sé l’umanità che chiede la Pasqua, che vuole risorgere; 

che non crede nella morte, ma nella vita; che non vuole la tristezza, ma la gioia; che non è fatta per l’inferno, ma per il Paradiso.

Ecco cosa incarna il “buon ladrone”: il bene che non conosce confini, che supera i limiti della terra, che dilata la vita umana sino a renderla, in Gesù, divina, eterna.

“Oggi con me sarai nel paradiso”. C’è tutto in questa risposta di Gesù.

“Oggi”. È così annunziato un nuovo inizio: l’accesso all’eternità per tutti gli uomini. Un nuovo tempo, che non va rinviato.

“Oggi”. Non domani, perché la risurrezione è il tempo presente di Dio.


“Oggi”. È questo il metro di Dio, la sola misura del tempo divino. 

L’eternità è nel presente. L’eternità è Gesù, sempre e per sempre vivo.

giovedì 10 dicembre 2015

LA PIU' BELLA PREGHIERA PASQUALE


La più bella preghiera pasquale


Uno dei malfattori, appeso alla croce insieme a Gesù, disse: «“Gesù, ricordati di me quando entrerai nel tuo regno”. 

Gli rispose: “In verità io ti dico: oggi con me sarai nel paradiso”» (cfr Lc 23,42-43).

Questo “quadro evangelico” ci permette di entrare nel mistero della Pasqua, che mai potrà dirsi definitivamente sondato.

Rileggiamo, così, un insolito dialogo tra due uomini appesi a una croce, sospesi tra terra e cielo: 

da una parte il Figlio di Dio, destinato dalle Scritture a una morte ignominiosa quanto ingiusta; 

dall’altra un comune malfattore, che pagava il prezzo legale dei suoi crimini.

Ancor più insolito è il tenore di questo dialogo: si parla di vita ultraterrena.

Il malfattore crede che la morte non sia la parola finale della sua esistenza terrena; 

crede che c’è un “cielo” in cui è possibile entrare e da questo cielo chiede a Gesù di non essere escluso.

La domanda è accolta; la risposta di Gesù non lascia dubbi: «Oggi con me sarai nel paradiso».

Il “buon” ladrone, in fondo, rompendo il silenzio ribalta la storia, la riscrive. 

La sua è la più straordinaria professione di fede che i Vangeli ci raccontino, la più sofferta, la più intima.

Al suo fianco, inchiodato a un legno, c’è Dio, non un altro uomo corrotto dal peccato e meritevole di un destino di morte.

È l’estremo, incredibile, irripetibile dialogo del Dio divenuto uomo con l’uomo che chiede di divenire Dio, di stare con Dio, di rimanere per sempre con lui nel regno dei cieli.

Questo ladrone formula la migliore “preghiera pasquale” che ci possa capitare di udire. 

È il migliore viatico alla Pasqua di Gesù nella nostra vita.

Il ladrone è la bocca del mondo che non si dimentica del Paradiso; è la voce sofferente di un mondo che non si arrende, quando Dio sembra morire, e invoca la Pasqua di risurrezione.

È questo ladrone che combatte e vince l’errore in cui l’umanità stava precipitando, considerando tutto ormai finito.


Un monito per la nostra umanità, sempre più abituata all’inferno di questo mondo e sempre meno attratta dalla gioia del Paradiso: 

in Gesù tutto “sta per compiersi”, non per finire! In Gesù tutto ha sempre inizio. 

Nell’ora della morte avere fede è già Pasqua. 

sabato 5 dicembre 2015

MESSALE ROMANO



MESSALE ROMANO

I Principi e norme per l'uso del Messale Romano affermano che l'eucaristia è il convito pasquale per mezzo del quale è reso di continuo presente nella chiesa il sacrificio della croce (n. 48). 

Secondo il Rito dell'iniziazione cristiana degli adulti l'unità celebrativa di battesimo, confermazione ed eucaristia manifesta l'unità del mistero pasquale, lo stretto rapporto fra la missione del Figlio e l'effusione dello Spirito Santo e l'unità dei sacramenti con i quali il Figlio e lo Spirito Santo vengono insieme al Padre a prendere dimora nei battezzati (n. 34).

Con il sacramento della confermazione i battezzati ricevono l'effusione dello Spirito Santo, che nel giorno della pentecoste fu mandato dal Signore risorto sugli apostoli (Rito della confermazione, 1). 

Nella celebrazione del sacramento della penitenza e della riconciliazione, «Dio Padre che ha riconciliato a sé il mondo nella morte e risurrezione di Cristo, e ha effuso lo Spirito Santo per la remissione dei peccati, mediante il ministero della chiesa», concede al peccatore pentito il perdono e la pace realizzata nella pasqua di Cristo (Rito della penitenza, 46). 

L'unzione degli infermi è professione della fede nella morte e risurrezione di Cristo, da cui il sacramento deriva la sua efficacia (Sacramento dell'unzione e cura pastorale degli infermi, 7). 

Nel sacramento del matrimonio lo Spirito Santo implorato sugli sposi fa sì che essi attingano dall'amore con cui Cristo ha amato la chiesa e ha dato se stesso per lei, la forza di amarsi con amore reciproco e dedizione indivisa (Ordo celebrandi matrimonium, editio typica altera, 9). 

Col sacramento dell'ordine Dio rende partecipe un membro del popolo di Dio, dello Spirito con il quale Cristo offrì se stesso sulla croce e rese partecipi gli apostoli della missione di annunziare ed esercitare la sua opera di salvezza in tutto il mondo (cfr. la preghiera di ordinazione del presbitero, in Pontificale Romano, Ordinazione del vescovo, dei presbiteri e dei diaconi, 1992, n. 177). 

Le benedizioni, poi, sono segni sensibili, istituiti dalla chiesa a somiglianza dei sacramenti, per mezzo dei quali viene significata, e nel modo ad essi proprio realizzata, quella santificazione degli uomini e quella glorificazione di Dio che costituisce il fine cui tendono tutte le altre attività della chiesa (Benedizionale, 9). 

Anch'esse, a loro modo, traggono la loro efficacia dal mistero pasquale e permettono ai fedeli di estenderne la grazia ai diversi avvenimenti della vita (cfr. ibid., 14).

L'opera della redenzione umana e della perfetta glorificazione di Dio oltre che per mezzo dell'eucaristia e dei sacramenti, Cristo la compie anche attraverso la liturgia delle ore (Principi e norme per la liturgia delle ore, 13), che estende alle diverse ore del giorno le prerogative del mistero eucaristico, centro e culmine di tutta la vita della comunità cristiana: 

la lode e il rendimento di grazie, la memoria dei misteri della salvezza, le suppliche e la pregustazione della gloria celeste (ibid., 12). 

E per quanto riguarda l'anno liturgico molto bene ne riassume il rapporto con il mistero pasquale il testo dell'annuncio della Pasqua che si fa nella solennità dell'Epifania:

Centro di tutto l'anno liturgico è il triduo pasquale del Signore crocifisso, sepolto e risorto. 

In ogni domenica, Pasqua settimanale, la santa chiesa rende presente questo grande evento nel quale Cristo ha vinto il peccato e la morte. Dalla Pasqua scaturiscono i giorni santi.

Anche nelle feste della Madre di Dio, degli apostoli, dei santi e nella commemorazione dei fedeli defunti la chiesa proclama la Pasqua del suo Signore.


Compito dei prossimi decenni sarà quello della formazione dei cristiani allo spirito della liturgia., perché tutta l'esistenza cristiana acquisti un volto pasquale.