venerdì 18 dicembre 2015

I SENTIMENTI DEL BUON LADRONE



I SENTIMENTI DEL BUON LADRONE

Non è possibile meritare la Pasqua di Gesù senza i sentimenti del buon ladrone. 

Nessun’altra voce si unì in aiuto di Gesù, se non la sua.

Con energia e fermezza non badò allo scandalo che soffriva: il ladrone sceglie di avere fede come nessun altro in quell’ora tremenda.

Il ladrone non si lasciò impressionare vedendo Gesù in croce, impotente nella debolezza della carne spogliata dai peccati altrui. 

Il suo cuore non si lasciò intimorire, pur dinanzi alla schiera dei carnefici che acclamavano alla morte.

Neanche il clamore del popolo inferocito lo impressionava, né il fanatismo degli infedeli o il vituperio dei bestemmiatori e dei calunniatori.

Di tutto ciò il malfattore non ebbe cura, ma con franchezza professò la sua fede, dicendo ad alta voce: «Gesù, ricordati di me quando entrerai nel tuo regno».

A ben vedere è questo il primo, grande annuncio della Pasqua, il primo anticipo di luce della Pasqua che accende le tenebre del monte Golgota.

Questa professione di fede, che parte dal cuore di un uomo, dice che ogni cuore umano è fatto per la Pasqua, non per la morte; per la gloria, non per la sconfitta umana.

Come avrebbe potuto Gesù non rispondere dinanzi a tanta fede? Lui che si era commosso per la fede della gente stanca che lo seguiva (cfr Mc 6,34 ss), per la fede del centurione (cfr Mt 27,54), per la fede della Cananea (cfr Mt 15,21-28), ora ha dinanzi a sé l’umanità che chiede la Pasqua, che vuole risorgere; 

che non crede nella morte, ma nella vita; che non vuole la tristezza, ma la gioia; che non è fatta per l’inferno, ma per il Paradiso.

Ecco cosa incarna il “buon ladrone”: il bene che non conosce confini, che supera i limiti della terra, che dilata la vita umana sino a renderla, in Gesù, divina, eterna.

“Oggi con me sarai nel paradiso”. C’è tutto in questa risposta di Gesù.

“Oggi”. È così annunziato un nuovo inizio: l’accesso all’eternità per tutti gli uomini. Un nuovo tempo, che non va rinviato.

“Oggi”. Non domani, perché la risurrezione è il tempo presente di Dio.


“Oggi”. È questo il metro di Dio, la sola misura del tempo divino. 

L’eternità è nel presente. L’eternità è Gesù, sempre e per sempre vivo.

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