giovedì 10 dicembre 2015

LA PIU' BELLA PREGHIERA PASQUALE


La più bella preghiera pasquale


Uno dei malfattori, appeso alla croce insieme a Gesù, disse: «“Gesù, ricordati di me quando entrerai nel tuo regno”. 

Gli rispose: “In verità io ti dico: oggi con me sarai nel paradiso”» (cfr Lc 23,42-43).

Questo “quadro evangelico” ci permette di entrare nel mistero della Pasqua, che mai potrà dirsi definitivamente sondato.

Rileggiamo, così, un insolito dialogo tra due uomini appesi a una croce, sospesi tra terra e cielo: 

da una parte il Figlio di Dio, destinato dalle Scritture a una morte ignominiosa quanto ingiusta; 

dall’altra un comune malfattore, che pagava il prezzo legale dei suoi crimini.

Ancor più insolito è il tenore di questo dialogo: si parla di vita ultraterrena.

Il malfattore crede che la morte non sia la parola finale della sua esistenza terrena; 

crede che c’è un “cielo” in cui è possibile entrare e da questo cielo chiede a Gesù di non essere escluso.

La domanda è accolta; la risposta di Gesù non lascia dubbi: «Oggi con me sarai nel paradiso».

Il “buon” ladrone, in fondo, rompendo il silenzio ribalta la storia, la riscrive. 

La sua è la più straordinaria professione di fede che i Vangeli ci raccontino, la più sofferta, la più intima.

Al suo fianco, inchiodato a un legno, c’è Dio, non un altro uomo corrotto dal peccato e meritevole di un destino di morte.

È l’estremo, incredibile, irripetibile dialogo del Dio divenuto uomo con l’uomo che chiede di divenire Dio, di stare con Dio, di rimanere per sempre con lui nel regno dei cieli.

Questo ladrone formula la migliore “preghiera pasquale” che ci possa capitare di udire. 

È il migliore viatico alla Pasqua di Gesù nella nostra vita.

Il ladrone è la bocca del mondo che non si dimentica del Paradiso; è la voce sofferente di un mondo che non si arrende, quando Dio sembra morire, e invoca la Pasqua di risurrezione.

È questo ladrone che combatte e vince l’errore in cui l’umanità stava precipitando, considerando tutto ormai finito.


Un monito per la nostra umanità, sempre più abituata all’inferno di questo mondo e sempre meno attratta dalla gioia del Paradiso: 

in Gesù tutto “sta per compiersi”, non per finire! In Gesù tutto ha sempre inizio. 

Nell’ora della morte avere fede è già Pasqua. 

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