sabato 5 dicembre 2015

MESSALE ROMANO



MESSALE ROMANO

I Principi e norme per l'uso del Messale Romano affermano che l'eucaristia è il convito pasquale per mezzo del quale è reso di continuo presente nella chiesa il sacrificio della croce (n. 48). 

Secondo il Rito dell'iniziazione cristiana degli adulti l'unità celebrativa di battesimo, confermazione ed eucaristia manifesta l'unità del mistero pasquale, lo stretto rapporto fra la missione del Figlio e l'effusione dello Spirito Santo e l'unità dei sacramenti con i quali il Figlio e lo Spirito Santo vengono insieme al Padre a prendere dimora nei battezzati (n. 34).

Con il sacramento della confermazione i battezzati ricevono l'effusione dello Spirito Santo, che nel giorno della pentecoste fu mandato dal Signore risorto sugli apostoli (Rito della confermazione, 1). 

Nella celebrazione del sacramento della penitenza e della riconciliazione, «Dio Padre che ha riconciliato a sé il mondo nella morte e risurrezione di Cristo, e ha effuso lo Spirito Santo per la remissione dei peccati, mediante il ministero della chiesa», concede al peccatore pentito il perdono e la pace realizzata nella pasqua di Cristo (Rito della penitenza, 46). 

L'unzione degli infermi è professione della fede nella morte e risurrezione di Cristo, da cui il sacramento deriva la sua efficacia (Sacramento dell'unzione e cura pastorale degli infermi, 7). 

Nel sacramento del matrimonio lo Spirito Santo implorato sugli sposi fa sì che essi attingano dall'amore con cui Cristo ha amato la chiesa e ha dato se stesso per lei, la forza di amarsi con amore reciproco e dedizione indivisa (Ordo celebrandi matrimonium, editio typica altera, 9). 

Col sacramento dell'ordine Dio rende partecipe un membro del popolo di Dio, dello Spirito con il quale Cristo offrì se stesso sulla croce e rese partecipi gli apostoli della missione di annunziare ed esercitare la sua opera di salvezza in tutto il mondo (cfr. la preghiera di ordinazione del presbitero, in Pontificale Romano, Ordinazione del vescovo, dei presbiteri e dei diaconi, 1992, n. 177). 

Le benedizioni, poi, sono segni sensibili, istituiti dalla chiesa a somiglianza dei sacramenti, per mezzo dei quali viene significata, e nel modo ad essi proprio realizzata, quella santificazione degli uomini e quella glorificazione di Dio che costituisce il fine cui tendono tutte le altre attività della chiesa (Benedizionale, 9). 

Anch'esse, a loro modo, traggono la loro efficacia dal mistero pasquale e permettono ai fedeli di estenderne la grazia ai diversi avvenimenti della vita (cfr. ibid., 14).

L'opera della redenzione umana e della perfetta glorificazione di Dio oltre che per mezzo dell'eucaristia e dei sacramenti, Cristo la compie anche attraverso la liturgia delle ore (Principi e norme per la liturgia delle ore, 13), che estende alle diverse ore del giorno le prerogative del mistero eucaristico, centro e culmine di tutta la vita della comunità cristiana: 

la lode e il rendimento di grazie, la memoria dei misteri della salvezza, le suppliche e la pregustazione della gloria celeste (ibid., 12). 

E per quanto riguarda l'anno liturgico molto bene ne riassume il rapporto con il mistero pasquale il testo dell'annuncio della Pasqua che si fa nella solennità dell'Epifania:

Centro di tutto l'anno liturgico è il triduo pasquale del Signore crocifisso, sepolto e risorto. 

In ogni domenica, Pasqua settimanale, la santa chiesa rende presente questo grande evento nel quale Cristo ha vinto il peccato e la morte. Dalla Pasqua scaturiscono i giorni santi.

Anche nelle feste della Madre di Dio, degli apostoli, dei santi e nella commemorazione dei fedeli defunti la chiesa proclama la Pasqua del suo Signore.


Compito dei prossimi decenni sarà quello della formazione dei cristiani allo spirito della liturgia., perché tutta l'esistenza cristiana acquisti un volto pasquale.

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