lunedì 14 marzo 2016

ATTEGGIAMENTI PASQUALI



Atteggiamenti “pasquali”

La contemplazione e la partecipazione al Mistero Pasquale introducono il cristiano nella comprensione del progetto di Dio sull’umanità. 

Questa comprensione dà alla coscienza cristiana una dimensione cattolica (= aperta al mondo intero), che diviene nel cristiano una spinta all’azione per l’avvento del Regno di Dio: Regno che è “Vita eterna” già in questo mondo, e proprio per questo è anche affermazione di questo mondo, per mezzo dell’impegno umano in comunione con il Crocifisso-Risorto. 

Dalla contemplazione e dalla partecipazione al Mistero Pasquale, nascono gli uomini e le donne nuovi per un mondo nuovo.

Se il peccato consiste nel volere essere un super-uomo o donna, allo stesso modo consiste nel lasciare da parte la forza che proviene dal dinamismo della fede nel Crocifisso-Risorto e accettare di essere meno di un uomo, scaricando la propria responsabilità su Dio stesso, gli altri ed i condizionamenti storici, ecc. 

La grande forza che cambia il mondo risiede nell’«uomo interiore», nel cuore di ciascuno di noi, nel nostro cuore vivificato dalla fede in Dio che ha risuscitato Cristo. 

Questa fede è un’energia divina, che opera la conversione evangelica della vita; e di conseguenza diviene un fermento di azione, che fa del cristiano un militante convinto, aspettando secondo la promessa di Dio «nuovi cieli e una terra nuova, nei quali avrà stabile dimora la giustizia» (2Pt 3, 13) finché «Dio sia tutto in tutti» (1Cor 15, 28).

Nella misura in cui Cristo Signore diventa il Capo e il modello del «nuovo e universale popolo di Dio» (LG 13), costituito dalla comunità-chiesa e potenzialmente aperto all’umanità intera (GS 22), vengono assunti criteri di vita e di azione che possiamo chiamare “pasquali”, perché nascono dalla comprensione del Mistero Pasquale, che conquista il cuore del cristiano, facendolo esclamare:

«Mi amò e ha dato se stesso per me» (Gal 2,20); di conseguenza: «Io lo amo e mi dono ai fratelli, irradiando su di essi la sua bontà verso di me» (Cfr Fil 2, 17; 2Tim 4,6).

Vivere nel dinamismo del Mistero Pasquale, è sintonizzarsi con la logica dell’amore di Gesù, un amore “fino alla fine” che si prolunga nella Chiesa. È saper trasformare ogni situazione, per quanto difficile e penosa, in una nuova possibilità di amare e di evangelizzare.

Tra i criteri “pasquali” di vita e d’azione possiamo segnalare:
L’adesione fiduciosa e fattiva al Mistero della Croce
«La croce non ci è tolta, anzi, nello Spirito di Gesù, l'Agnello, siamo chiamati a portare il peso del peccato del mondo (cfr. Gv 1,29) e cioè a combatterlo e ad eliminarlo. 

Ma quanto più la nostra associazione al Cuore che soffre si fa intima, tanto più percepiamo che la vittoria sul male non è un'utopia, ma una verità in fase di realizzazione. Non pensiamo più al cielo, al paradiso, come a un miraggio lontano e favoloso, ma ci rendiamo conto che la Gerusalemme celeste tanto più si avvicina quanto più lasciamo che il Dio-con-noi ci racchiuda nel suo Cuore.

Egli tergerà ogni lacrima dai loro occhi, non ci sarà più morte, né lutto, né lamento, né affanno, perché le cose di prima sono passate. E Colui che sedeva sul trono disse: "Ecco, io faccio nuove tutte le cose" (Ap 21,4-5)».

Qualcuno una volta ha detto:
•    Lavora come se non avessi bisogno dei soldi.
•    Ama come se nessuno ti abbia mai fatto soffrire.
•    Balla come se nessuno ti stesse guardando.
•    Canta come se nessuno ti stesse sentendo.
•    Vivi come se il Paradiso fosse sulla Terra.
(Cfr. 1Cor 7, 29-31).
L'uomo si distrugge:

•    con la politica senza principi,
•    con la ricchezza senza lavoro,
•    con la sapienza senza carattere,
•    con gli affari senza morale,
•    con la scienza senza umanità,
•    con la religione senza fede,
•    con l'amore senza sacrificio (Gandhi).

Perché s’instauri l'Ordine Nuovo, occorre che emerga

•    il carattere sacerdotale della politica;
•    il carattere profetico della scienza;
•    il carattere filantropico dell'economia;
•    il carattere sacramentale dell'amore;

•    il carattere epifanico del creato.

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