sabato 12 marzo 2016

I GOLGOTA DEL NOSTRO TEMPO


I Golgota del nostro tempo

Abbraccia situazioni diverse l’elenco dei testimoni della fede. Ci sono le vittime dei gulag sovietici, dei regimi dell’Est Europa e dell’Albania, dei lager nazisti e del fascismo, della guerra di Spagna. Altri grandi capitoli riguardano l’Asia, con la Cina e il Sud Est asiatico in particolare, il genocidio degli Armeni, le persecuzioni islamiche. 

L’Africa compare con i morti degli anni dell’indipendenza e quelli di Ruanda e Burundi. Per l’America Latina ci sono i cristiani uccisi in Messico come le vittime della lotta per la giustizia. Infine vanno segnalati i cristiani caduti sotto i colpi di mafie e terrorismo e quelli che hanno dato la vita per la carità.

Non solo sacerdoti o consacrati: è il popolo di Dio in tutta la varietà delle sue espressioni ad essere rappresentato nell’elenco dei testimoni della fede del XX secolo. 

Nella documentazione raccolta dalla Commissione vaticana durante il ‘900 hanno dato la vita per il vangelo 126 tra vescovi, arcivescovi e cardinali. Per i religiosi, tra consacrati di congregazioni maschili e femminili, si arriva a quota 4.872. 

Ancora più folto il gruppo rappresentato da sacerdoti, diaconi e seminaristi: ad avere pagato con la morte la scelta di giocare la propria vita nel ministero sacerdotale sono stati in 5.343. 

Ma è folto anche il gruppo dei laici: la statistica della Commissione parla di 2.351 nuovi martiri di questa categoria dei fedeli, che comprende anche i catecumeni e i catechisti. 

Va però aggiunto che quest’ultimo gruppo è quello che più d’ogni altro si ritiene stimato per difetto: probabilmente, infatti, sono stati molti i laici che hanno accettato la morte in nome del Vangelo senza che ne sia rimasta notizia.

L’orizzonte del XXI secolo, all’inizio del Terzo Millennio, si presenta drammaticamente segnato da vari fronti martiriali. Meritano particolare attenzione:

In Europa, includendo anche i Paesi europei al di fuori dell’UE, sono quasi 3 milioni all’anno.

In Europa l’aborto è la principale causa di mortalità e precede il cancro, l’infarto, e gli incidenti stradali. Responsabile di questa ecatombe è la crisi di valori.

Ogni anno 150 milioni di bambine e 73 milioni di bambini sono vittime di violenza sessuale, mentre altri 400 milioni sono testimoni di violenza domestica: 

è il quadro drammatico che emerge da uno studio delle Nazioni Unite e rispecchia in tutta la sua gravità un fenomeno planetario, che è stato al centro di una speciale sessione di lavoro del Consiglio dei diritti umani, riunito in assemblea plenaria a Ginevra.

Purtroppo, secondo gli esperti dell’ONU, i più piccoli non sono al riparo da violenze nemmeno a casa, a scuola o nei centri sanitari, dove rischiano di essere sfruttati, venduti e abusati, a volte obbligati a contrarre matrimonio forzato e in giovane età.


Per completare questo orribile quadro, si devono aggiungere purtroppo casi di abusi sessuali nei confronti di minori compiuti da ecclesiastici, che in nove anni hanno fatto registrare 300 casi di pedofilia.

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