domenica 13 marzo 2016

LA CRISTIANOFOBIA


La “cristianofobia”

Il termine "cristianofobia" è entrato nelle risoluzioni delle Nazioni Unite circa un anno e mezzo fa all'interno della triade: "islamofobia, cristianofobia, antisemitismo", e da allora ha fatto un certo cammino. 

Attualmente in una sezione dell'ONU, la commissione per i diritti umani, è in corso una indagine sulla intolleranza nel mondo, e l'indagine riguarda anche la cristianofobia.

Con questo termine si intendono due ordini di fatti: il primo è quello che si riferisce alle persecuzioni; il secondo si riferisce al fenomeno dell'offensiva laicista e secolarista, che si manifesta in vari modi, quando il laicismo invece di essere «quell'elemento di neutralità che apre spazi di libertà per tutti, comincia a trasformarsi in una ideologia che si impone tramite la politica e non concede spazio pubblico alla visione cattolica e cristiana, la quale rischia così di diventare una cosa puramente privata e in fondo mutilata».

La "cristianofobia" in quanto persecuzione in atto di cristiani è oggetto di un libro uscito in Francia e pubblicato in Italia nel febbraio 2010 da Lindau dal titolo “Cristianofobia. La nuova persecuzione”.

Secondo René Guitton, autore del libro e membro del comitato di esperti dell'Alleanza delle civiltà delle Nazioni Unite, il fenomeno della nuova persecuzione dei cristiani è uno dei drammi del XXI secolo. 

In effetti, secondo le stime di International christian concern, una ong americana tra le più impegnate nella difesa della libertà religiosa dei cristiani, sono duecento milioni le persone che vengono perseguitati per la propria fede.

Sono passati quasi due mila anni da quando fu crocifisso a Gerusalemme Gesù di Nazaret, perché proclamava di essere il Figlio di Dio, Salvatore del mondo. Nel corso della storia i suoi seguaci, i cristiani, sono stati spesso perseguitati e massacrati.

Si pensava che l’avanzare della civiltà avrebbe cancellato i fenomeni di persecuzione religiosa, invece in questo inizio di terzo millennio sono ancora tantissimi i luoghi dove la cristianofobia offende, discrimina, uccide.

In Medio Oriente, le crescenti persecuzioni spingono i cristiani a fuggire dalle terre dove il cristianesimo è nato.
Nel Maghreb, nell’Africa subsahariana e perfino in Estremo Oriente sono ridotti al silenzio e assassinati a migliaia.

Il saccheggio di chiese e abitazioni e la profanazione di cimiteri sono all’ordine del giorno, così come crocifissioni, roghi di persone vive, mutilazioni, decapitazioni a colpi di accetta.

Tutto ciò accade nel silenzio della comunità internazionale, dimentica del fatto che “la libertà di pensiero, di coscienza e di religione” è sancita dalla Dichiarazione Universale dei diritti dell’Uomo.

Sono almeno mille i missionari uccisi dal 1980 al 2016
Nel contesto della persecuzione dei cristiani, l’Agenzia Fides, secondo i dati in suo possesso, ci informa che sono almeno mille i missionari uccisi dal 1980 al 2016.

In effetti, nel decennio 1980-1989 hanno perso la vita in modo violento 115 missionari. Tale cifra però è senza dubbio in difetto poiché si riferisce solo ai casi accertati e di cui si è avuta notizia.

Il quadro riassuntivo degli anni 1990-2016 presenta un totale di 704 missionari uccisi. Il numero risulta sensibilmente più elevato rispetto al decennio precedente, tuttavia devono essere anche considerati i seguenti fattori: il genocidio del Rwanda (1994) che ha provocato almeno 248 vittime tra il personale ecclesiastico; 

la maggiore velocità dei mass media nel diffondere le notizie anche dai luoghi più sperduti; il conteggio che non riguarda più solo i missionari ad gentes in senso stretto, ma tutto il personale ecclesiastico ucciso in modo violento o che ha sacrificato la vita consapevole del rischio che correva, pur di non abbandonare le persone che gli erano affidate.

Negli anni 2001-2016 il totale degli operatori pastorali uccisi è stato di 355 persone.
Nell’anno 2016 sono stati uccisi 86 operatori pastorali, 20 in più rispetto all’anno precedente: 18 sacerdoti, 40 religiose, 14 laici.

Per il terzo anno consecutivo, con un numero estremamente elevato di operatori pastorali uccisi, figura al primo posto l’AMERICA, bagnata dal sangue di 18 sacerdoti e 9 laici. Segue l’AFRICA, dove sono stati uccisi 26 operatori pastorali: 8 sacerdoti, 33 religiose, 5 laico. Quindi l’ASIA, dove hanno trovato la morte 8 sacerdoti, 2 religiosa, 2 laico. Infine in EUROPA è stato ucciso un sacerdote.

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