domenica 24 luglio 2016

CONFERMAZIONE O CRESIMA


CONFERMAZIONE O CRESIMA

La confermazione o cresima è un sacramento della Chiesa cattolica e ortodossa che esprime la discesa dello Spirito Santo sui credenti tramite l'imposizione delle mani da parte degli apostoli e dai loro successori, i vescovi.

Il termine «confermazione» proviene dal latino confirmare che significa rendere stabile, rafforzare. Ne deriva che la cresima, come afferma il catechismo della chiesa cattolica, apporta una crescita e un approfondimento della grazia battesimale. 

E afferma anche: “Dal momento che Battesimo, Confermazione ed Eucaristia costituiscono un tutto unitario, ne deriva che «i fedeli sono obbligati a ricevere tempestivamente questo sacramento»; senza la Confermazione e l'Eucaristia, infatti, il sacramento del Battesimo è certamente valido ed efficace, ma l'iniziazione cristiana rimane incompiuta.”(CCC 1306)

Inoltre il sacramento della confermazione non va inteso nel senso di dare una conferma da adulti al battesimo ricevuto da bambini, come lo stesso catechismo ricorda: “Se talvolta si parla della Confermazione come del «sacramento della maturità cristiana», non si deve tuttavia confondere l'età adulta della fede con l'età adulta della crescita naturale, e neppure dimenticare che la grazia del Battesimo è una grazia di elezione gratuita e immeritata, che non ha bisogno di una «ratifica» per diventare effettiva. 

Lo ricorda san Tommaso: « L'età fisica non condiziona l'anima. Quindi anche nell'età della puerizia l'uomo può ottenere la perfezione dell'età spirituale di cui la Sapienza (4,8) dice: "Vecchiaia veneranda non è la longevità, né si calcola dal numero degli anni". È per questo che molti, nell'età della fanciullezza, avendo ricevuto la forza dello Spirito Santo, hanno combattuto generosamente per Cristo fino al sangue »”.(CCC 1308)

Tuttavia questo sacramento veniva e viene tuttora eseguito subito dopo il battesimo agli adulti, e viene conferito come confermazione a chi fu battezzato da bambino, è naturale che il termine "confermazione" va anche ad intendere "rafforzamento".

 LA CRESIMA
La Cresima o confermazione è il sacramento che sigilla e rafforza la nostra fede in Cristo Gesù.
Nella società odierna questo sacramento è stato da molti declassato a semplice formalità, utile per potersi sposare nella Chiesa cattolica. Molti vogliono cresimarsi, ma ne farebbero volentieri a meno, se non fosse obbligatorio per sposarsi in Chiesa.
La secolarizzazione ha prodotto tiepidezza in molti cristiani, che si definiscono cattolici solo perché da bambini sono stati battezzati.
Innanzitutto quindi bisogna riscoprire che significa essere cattolico?

Significa forse poter usufruire della Chiesa parrocchiale per invitare parenti ed amici nel giorno del battesimo, prima comunione, cresima e matrimonio?

Spesso chi si trova a passare davanti una chiesa in quei giorni, assiste a scene vergognose, che vedono gli “uomini” o alcuni appartenenti a questa categoria, restare fuori, davanti la Chiesa, nei pressi dell’entrata magari.
Costoro relegano alle donne la funzione religiosa, loro hanno altro di cui discutere, la Messa è “roba da donne”. Poi magari se gli chiedi se sono cattolici, ti rispondono con un secco e convinto SI’?

In questo ambiente pseudo-cristiano, la Cresima, così come gli altri sacramenti hanno un valore pagano, comodista, più che sacramentale. A costoro infatti importa più la sala banchetti che la cerimonia religiosa.
Quando a questo accostiamo la scarsa sensibilità del parroco, si assiste ad un progressivo intiepidimento dei fedeli, alcuni si allontanano dalla parrocchia, per ritornarvi solo a Natale e Pasqua, altri preferiscono abbandonare la Chiesa cattolica per approdare verso lidi protestanti.

Di chi è la colpa? Bé, devo dire che la tendenza di addossarla ai soli preti è forte e dilagante, ma in effetti le colpe sono da dividere, i preti che non sanno adeguatamente coinvolgere i fedeli hanno delle forti responsabilità, ma anche questi ultimi devono ammettere le proprie.
In fondo la fede, la Parola, non la si riceve forzatamente, non si va in Chiesa come in Ospedale, a farsi fare un’iniezione di fede e poi via per le vie del mondo.

Cristo richiede partecipazione sentita, amore per Lui e per la Chiesa, i cristiani di passaggio non lo amano veramente, amano più se stessi e i piaceri del mondo. Lo sposo non ama la sposa, di passaggio, ma vive assieme a lei, sopportando a volte anche il suo brutto carattere, per amore. In fondo nessuno di noi è perfetto, ma non sopportiamo il vedere un prete poco simpatico, nei preti vogliamo vedere solo perfezione, dimenticando che in fondo sono uomini anche loro, ognuno con i propri pregi e difetti. Ecco perché gli addossiamo facilmente la colpa della nostra tiepidezza.

Tuttavia per coinvolgere in maniera adeguata i fedeli più restii servono preti dal carattere coinvolgente, con un forte carisma trascinante, e non è facile averli a porta di mano.
Ad di là di ragioni e torti, di antipatie e simpatie, Dio ci chiama in prima persona, è a Lui che dobbiamo guardare. La Cresima è il sacramento che continua ad essere chiesto dalla quasi totalità dei genitori per i loro figli, ma, forse, è il meno “amato”, perché il meno capito. Ci sono ragazzi che, molto spesso, non vedono l'ora di fare la Cresima per chiudere con la catechesi e purtroppo, anche con la Messa..

Da un lato, insomma, Cè la Chiesa consapevole di celebrare un avvenimento - la Pentecoste - e di ricevere in dono lo Spirito Santo, dall’altro ci sono genitori che apprezzano la bella cerimonia, ma che, in molti casi, faticano a cogliere il significato di quel momento e di quei segni perla vita dei loro figli. Viene da chiedersi se la Cresima sia veramente considerata il sacramento del dono dello Spirito, dato in pienezza, per illuminare e sostenere la scelta di un progetto di vita fondato sui valori vissuti da Cristo o non sia piuttosto "un certificato" che è bene garantirsi in vista del matrimonio.

Per fare un po' più di chiarezza, prendiamo alcuni spunti da ciò che è scritto nella introduzione al rito della Cresima: “Con il Sacramento della Confermazione i battezzati proseguono il cammino dell'iniziazione cristiana. In forza di questo sacramento, essi ricevono l’effusione dello Spirito Santo, dono che rende i fedeli in modo più perfetto conformi a Cristo e comunica loro la forza di rendere testimonianza per l’edificazione del suo corpo nella fede e Nella carità. Essi ricevono inoltre il carattere o segno indelebile del Signore.

“Sarete miei testimoni", è il titolo del catechismo dei ragazzi che si preparano alla Cresima. Lo Spirito Santo ci è donato nella Cresima con la pienezza dei suoi doni, perché possiamo testimoniare Cristo morto e risorto, cioè viviamo da “uomini nuovi" che considerano la vita come un dono da mettere a servizio, per costruire con Cristo una comunità di amore. 

Testimoniare significa saper indicare in mezzo alle tante "ombre e contraddizioni della nostra società i segni della presenza di Dio, saper affrontare la vita con coraggio, consapevoli che Dio è all'opera; significa dare un senso, una direzione giusta all’esistenza personale, grazie alla luce che viene dalla parola di Dio; significa contestare, senza paura di pagare di persona, tutto ciò che è contro il Vangelo e la vera dignità di ogni vita umana. 

La Cresima segna quindi l'inizio di un nuovo cammino, in cui Cristo deve essere sempre più presente come persona viva, capace di rispondere alle domande più profonde che salgono dalla vita concreta, capace di indicare l'unico e autentico criterio che aiuta a discernere ciò che è veramente bene o male per l'umano che è in noi e in ogni altra persona.

Questa è la storia della prima Cresima: Gli Apostoli, in quel giorno di Pentecoste, erano nel Cenacolo in preghiera insieme alla Vergine Santa. "Venne all’improvviso dal Cielo un rombo come di vento che si abbatté gagliardo, e riempì tutta la casa dove si trovavano. Apparvero loro lingue come di fuoco che si dividevano e si posavano su ciascuno di loro; ed essi furono tutti pieni di Spirito Santo."


Cristo ci ha donato il suo amore, prima ancora che noi lo amassimo, e ha stabilito un colonna a sostegno della verità. Questa colonna è la Chiesa cattolica. Vediamo dunque nei particolari cosa significa “cresima” e che valore ha per il cristiano. 

sabato 2 luglio 2016

EUCARESTIA


EUCARESTIA
Che cos'è l'Eucaristia? Gesù, prima della sua passione e morte, celebrando la Pasqua con i suoi apostoli disse loro: "Ho desiderato ardentemente di mangiare questa Pasqua con voi, prima della mia passione, poiché vi dico: non la mangerò più, finché essa non si compia nel regno di Dio" […]. 
Poi, preso un pane, rese grazie, lo spezzò e lo diede loro dicendo: "Questo è il mio Corpo che è dato per voi; fate questo in memoria di me". Allo stesso modo, dopo aver cenato, prese il calice dicendo: "Questo calice è la Nuova Alleanza nel mio Sangue, che viene versato per voi". 
Sono vari i racconti evangelici che raccolgono questa verità centrale della nostra fede: San Luca 22,7-20; San Matteo 26,17-29; San Marco 14,12-25; e San Paolo nella Lettera ai Colossesi 11,23-26).Ogni volta che il sacerdote nella Santa Messa recita le parole della Consacrazione, si realizza il miracolo dell'Eucaristia; quello che prima era pane e vino, ora, sotto queste apparenze, è il Corpo e il Sangue di Cristo.
Gesù Cristo è presente nell'eucaristia in modo unico e incomparabile. È presente, in effetti, veramente, realmente, sostanzialmente: con il suo Corpo e il suo Sangue, la sua anima e la sua divinità. Cristo, tutto intero, Dio e uomo, è presente nell'eucarestia in modo sacramentale, cioè, sotto le specie eucaristiche del pane e del vino. Catechismo della Chiesa Cattolica, 1337-1339 
Il Creatore si è prodigato per amore delle sue creature. Nostro Signore Gesù Cristo, come se non bastassero tutte le altre prove della sua misericordia, istituisce l'Eucaristia perché possiamo averlo sempre vicino, dal momento che Egli — per quanto ci è dato di capire — pur non abbisognando di nulla, mosso dal suo amore, non vuole fare a meno di noi. 
Come e quando si produce questa trasformazione? Mediante la transustanziazione, cioè per la conversione del pane e del vino nel suo Corpo e nel suo Sangue, Cristo diviene presente in questo sacramento. 
Sant'Ambrogio, parlando della conversione eucaristica, dice: Dobbiamo essere convinti che «non si tratta dell'elemento formato dalla natura, ma della sostanza prodotta dalla formula della consacrazione, ed è maggiore l'efficacia della consacrazione di quella della natura, perché, per l'effetto della consacrazione, la stessa natura viene trasformata». 
La presenza eucaristica di Cristo ha inizio al momento della consacrazione e continua finché sussistono le specie eucaristiche. Cristo è tutto e integro presente in ciascuna specie e in ciascuna sua parte; perciò la frazione del pane non divide Cristo.(Cfr. Concilio di Trento, Sess. 13a, Decretum de ss. Eucharistia, c. 3: DS 1641)Catechismo della Chiesa cattolica, 1375-1377 ciò che noi non possiamo fare, lo può fare il Signore. Gesù Cristo, perfetto Dio e perfetto Uomo, non ci lascia un simbolo, ma la realtà: ci lascia se stesso. 
Ritornerà al Padre, e allo stesso tempo rimarrà con gli uomini. Non ci lascerà solamente un regalo, che ci richiami alla mente il ricordo di Lui, un'immagine destinata a svanire col tempo, come la fotografia che ben presto rimane sbiadita, ingiallita e priva di significato per coloro che non furono protagonisti di quel momento d'affetto. Sotto le specie del pane e del vino c'è Lui, realmente presente: con il suo Corpo, il suo Sangue, la sua Anima e la sua Divinità. È Gesù che passa, 833. In che modo Gesù è presente nell'Eucaristia? 
Gesù Cristo realmente presente nell'Eucaristia. Nel Santissimo Sacramento dell'Eucaristia è contenuto veramente, realmente, sostanzialmente il Corpo e il Sangue di nostro Signore Gesù Cristo, con l'anima e la divinità e, quindi, il Cristo tutto intero. «Tale presenza si dice "reale" non per esclusione, quasi che le altre non siano "reali", ma per antonomasia, perché è sostanziale, e in forza di essa Cristo, Dio e uomo, tutto intero si fa presente».
Sotto le specie del pane e del vino c'è Lui, realmente presente: col suo Corpo, il Sangue, l'Anima e la Divinità
San Giovanni nel suo Vangelo raccoglie altre parole di Gesù: "Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna, dimora in me e io in lui (Gv 6, 51.54.56).Il modo della presenza di Cristo sotto le specie eucaristiche è unico. Esso pone l'Eucaristia al di sopra di tutti i sacramenti e ne fa «quasi il coronamento della vita spirituale e il fine al quale tendono tutti i sacramenti». Catechismo della Chiesa cattolica, 1374
L'amore della Trinità per gli uomini fa sì che dalla presenza di Cristo nell'Eucaristia derivino tutte le grazie per la Chiesa e per l'umanità. Questo è il sacrificio predetto da Malachia: Dall'oriente all'occidente grande è il mio nome fra le genti, e in ogni luogo è offerto incenso al mio nome e una oblazione pura. 
È il sacrificio di Cristo, offerto al Padre con la cooperazione dello Spirito Santo: oblazione di valore infinito, che rende eterna in noi la Redenzione che i sacrifici dell'antica legge non hanno potuto realizzare. È Gesù che passa, Egli si adatta a tutto, accetta tutto, si espone a tutto — ai sacrilegi, alle bestemmie, alla fredda indifferenza di tanti — pur di offrire, anche a un solo uomo, l'occasione di scoprire i palpiti del suo Cuore ardente, nel suo petto ferito. Omelia "Sacerdote per l'eternità", 13-IV-19734. 
Come si può essere convinti che Dio stesso è presente sotto le specie del pane e del vino?Che in questo sacramento sia presente il vero Corpo e il vero Sangue di Cristo, come dice san Tommaso, "non si può apprendere coi sensi, ma con la sola fede, la quale si appoggia all'autorità di Dio": è oltremodo conveniente che Cristo abbia voluto rimanere presente alla sua Chiesa in questa forma davvero unica.
Poiché stava per lasciare i suoi nel suo aspetto visibile, ha voluto donarci la sua presenza sacramentale; poiché stava per offrirsi sulla croce per la nostra salvezza, ha voluto che noi avessimo il memoriale dell'amore con il quale ci ha amati « sino alla fine » (Gv 13,1), fino al dono della propria vita. Nella sua presenza eucaristica, infatti, egli rimane misteriosamente in mezzo a noi come colui che ci ha amati e che ha dato se stesso per noi, e vi rimane sotto i segni che esprimono e comunicano questo amore.
Catechismo della Chiesa cattolica, 1378-1380
"Ti adoro devotamente, Dio nascosto, che sotto queste apparenze Ti celi veramente: a te tutto il mio cuore si abbandona, perché, contemplando Ti, tutto vien meno. La vista, il tatto, il gusto, in Te si ingannano ma solo con l'udito si crede con sicurezza: credo tutto ciò che disse il Figlio di Dio, nulla è più vero di questa parola di verità. Sulla croce era nascosta la sola divinità, ma qui è celata anche l'umanità: eppure credendo e confessando entrambe, chiedo ciò che domandò il ladrone penitente .
Non vedo le piaghe, a differenza di Tommaso, tuttavia riconosco Te come mio Dio. Fammi credere sempre più in Te, che in Te io abbia speranza, che io Ti ami. Oh memoriale della morte del Signore, Pane vivo, che dai vita all'uomo, concedi al mio spirito di vivere di Te, e di gustarTi in ciò sempre e dolcemente. 
Oh pio Pellicano, Signore Gesù, purifica me, immondo, col tuo sangue, del quale una sola goccia può salvare il mondo intero da ogni peccato. Oh Gesù, che velato ora ammiro, prego che avvenga ciò che tanto bramo, che, contemplando Ti col volto rivelato, a tal visione io sia beato della tua gloria. Amen." Preghiera di San Tommaso, raccolta nel Catechismo della Chiesa Cattolica, 1381 È tutta intera la nostra fede ad essere posta in atto quando crediamo in Gesù e nella sua presenza reale sotto le specie del pane e del vino. 
È Gesù che passa,Signore, io credo fermamente. Grazie per averci concesso la fede! Credo in te, in questa meraviglia d'amore che è la tua Presenza Reale sotto le specie eucaristiche, dopo la consacrazione, sull'altare e nei Tabernacoli dove sei custodito. Credo più che se ti ascoltassi con le mie orecchie, più che se ti vedessi con i miei occhi, più che se ti toccassi con le mie mani. San Josemaría, Lettera 28-III-19735. Come si manifesta la fede in Gesù sacramentato?
Nella liturgia della Messa esprimiamo la nostra fede nella presenza reale di Cristo sotto le specie del pane e del vino, tra l'altro, con la genuflessione, o con un profondo inchino in segno di adorazione verso il Signore. Inoltre la Chiesa cattolica professa questo culto latreutico al sacramento eucaristico non solo durante la Messa, ma anche fuori della sua celebrazione, conservando con la massima diligenza le ostie consacrate, presentandole alla solenne venerazione dei fedeli cristiani, portandole in processione con gaudio della folla cristiana. La santa riserva (tabernacolo) era inizialmente destinata a custodire in modo degno l'Eucaristia perché potesse essere portata agli infermi e agli assenti, al di fuori della Messa. 
Approfondendo la fede nella presenza reale di Cristo nell'Eucaristia, la Chiesa ha preso coscienza del significato dell'adorazione silenziosa del Signore presente sotto le specie eucaristiche. Perciò il tabernacolo deve essere situato in un luogo particolarmente degno della chiesa, e deve essere costruito in modo da evidenziare e manifestare la verità della presenza reale di Cristo nel Santissimo Sacramento.Catechismo della Chiesa cattolica, 1378-1379 Contemplare il Mistero Il nostro Dio ha deciso di rimanere nel tabernacolo per essere nostro alimento, per darci forza, per divinizzarci, per dare efficacia al nostro lavoro e al nostro sforzo.È Gesù che passa,151
Fa' la genuflessione così, adagio, con devozione, ben fatta. E mentre adori Gesù sacramentato, digli nel tuo cuore: Ti adoro, mio Dio nascosto

Che fretta hanno tutti ora nel rapporto con Dio! (…) Tu non avere fretta. Non fare invece di una genuflessione devota, una contorsione del corpo, che è una burla (…). Fa' la genuflessione così, adagio, con devozione, ben fatta. E mentre adori Gesù sacramentato, digli nel tuo cuore: Adoro te devote, latens deitas. Ti adoro, mio Dio nascosto.San Josemaría, appunti di una riunione di famiglia, ottobre 1972.Come è possibile disprezzare il perpetuo miracolo della presenza reale di Cristo nel Tabernacolo? 

Egli è rimasto perché lo potessimo frequentare e adorare e perché, come pegno della gloria futura, ci decidessimo a seguire le sue orme.Il fine soprannaturale della Chiesa, 12 6. Che cos'è la Visita al Santissimo Sacramento?Poiché Cristo stesso è presente nel Sacramento dell'altare, bisogna onorarlo con un culto di adorazione. La visita al Santissimo Sacramento «è prova di gratitudine, segno di amore e debito di riconoscenza a Cristo Signore».Catechismo della Chiesa cattolica, 1418.