venerdì 2 settembre 2016

LA CONFERMAZIONE SACRAMENTO


LA CONFERMAZIONE SACRAMENTO

La confermazione è il sacramento che ci dona la pienezza dello Spirito, il sacramento della pentecoste.

<Sacramento> (al singolare), etimologicamente significa: l'azione che si compie, mediante un mezzo-strumento, per rendere sacro qualcosa o qualcuno; infatti sacra-mentum è composto dal verbo sacrare [= l'azione per rendere sacro] e dalla parola mentum [= il mezzo per ottenere un certo scopo].

Nella Bibbia il termine latino sacramentum traduce la parola greca mysterion che sta ad indicare il piano divino salvifico di Dio, il suo proposito di salvare l'uomo. San Paolo, in Efesini 3,3-12, definisce se stesso come ministro del mistero del Cristo: far conoscere il mistero che era nascosto alle precedenti generazioni, ma che ora è stato rivelato per mezzo dello Spirito [cf anche 1 Corinzi 2,7-10; per l'AT cf Daniele 2,18-19].

Praticamente Cristo stesso, nato-morto-risorto, e la sua missione, sono il primo e grande <sacramentum> di salvezza: <davvero grande è il mistero-sacramento della pietà: Egli si manifestò nella carne, fu giustificato nello Spirito, apparve agli angeli, fu predicato in mezzo alle genti, fu creduto nel mondo, fu assunto nella gloria> (1 Timoteo 3,16).
Il dono della salvezza, nell'attuale economia voluta e stabilita da Dio, viene all'uomo per mezzo di Cristo e in Cristo (sacramento di Dio), attraverso la Chiesa (sacramento di Cristo), mediante i segni sacramenti (i sacramenti di Cristo e della Chiesa).

Cristo, sacramento di Dio.
Se <sacramento> significa rivelazione-dono della salvezza di Dio in e attraverso una forma esterna-visibile, Cristo con la sua incarnazione (cf Gv 1,14) è il primo grande sacramento: <il sacramento di Dio non è altro che Cristo> (S. Agostino); <Cristo è per noi, nella sua umanità, il sacramento di Dio> (H. de Lubac).

L'Umanità di Cristo è l'unico, singolare e straordinario mistero-sacramento dell'incontro salvifico del Padre con gli uomini nello Spirito Santo. E' piaciuto a Dio infatti salvare l'uomo mediante la carne di Cristo assunta dalla divinità (caro salutis cardo: la carne è cardine della salvezza). Questa carne santissima e ripiena di Spirito Santo è manifestazione della potenza e della sapienza del Padre. Parlando del Verbo di Dio fatto uomo e venuto ad abitare in mezzo a noi, san Giovanni dice: <Noi abbiamo contemplato la sua gloria (doxa), gloria come di unigenito dal Padre, pieno di grazia e di verità> (Gv 1,14); le sue opere ed i suoi miracoli, cioè i <segni> da lui compiuti, sono espressione della vita che era in lui, bagliori della <luce che venendo al mondo illumina ogni uomo> (Gv 1,4.9; 3,19s; 8,12) che vuole credere, che vuole scoprire il senso di questa luce.

Cristo realizza in senso assoluto la presenza di Dio fra noi, presenza personale e piena, della quale l'abitazione di Dio nella tenda o nel tempio dell'antica alleanza non erano che figure (cf Esodo 25,9; Geremia 7,4-10.12-15; 26,1-9). A questo proposito così si esprime la costituzione Dei verbum su la divina rivelazione:
<Gesù Cristo, Verbo fatto carne, mandato come uomo agli uomini, parla le parole di Dio, e porta a compimento l'opera di salvezza affidatagli dal Padre (cf Gv 5,36; 17,4). Perciò egli, vedendo il quale si vede anche il Padre (Gv 14,9), col fatto stesso della sua presenza e con la manifestazione di sé, con le parole e con le opere, con segni e con miracoli, e specialmente con la sua morte e con la sua risurrezione di tra i morti, e infine con l'invio dello Spirito di verità, compie e completa la rivelazione e la corrobora con la testimonianza divina, che cioè Dio è con noi per liberarci dal peccato e dalla morte e risuscitarci per la vita eterna> (DV

4). La Chiesa sacramento di Gesù Cristo.
Dopo Cristo e inscindibilmente legata a lui, anche la Chiesa è mistero-sacramento di salvezza per tutte le genti, cioè lo strumento eletto, intelligente e sensibile con il quale Dio fa giungere la sua Parola, la sua Sapienza e il suo Spirito fino ai confini della terra. Questo permette ad Agostino di scrivere: <La Chiesa dei battezzati è il mistero-sacramento dell'arca di salvezza>; e S. Cipriano: <La Chiesa è l'indistruttibile sacramento dell'unità>. 

La Chiesa porta in questo mondo la Parola ed i sacramenti della salvezza. In essa si fa presente <tutti i giorni fino alla fine del mondo> (Mt 28,20) il Cristo glorioso. Animata e sorretta dallo Spirito Santo essa estende e comunica a tutte le generazioni e a tutti i popoli la salvezza compiuta dal suo Sposo e Signore. Essa è qui in terra il sacramento di Gesù Cristo, come Gesù Cristo è per noi, nella sua umanità divinizzata, il sacramento di Dio1. E come nessuno ha accesso a una conoscenza del Padre senza passare per Colui che resta sempre e per tutti la <via> e <l'immagine del Dio invisibile> (Gv 14,6; Col 1,15), così la Chiesa tutta intera, visibile e invisibile, terrestre ed eterna, ha per fine quello di mostrare il Cristo, di condurre a lui, di comunicare la sua grazia. Essa non esiste che per metterci in rapporto con lui.
1) O. SEMMELROTH, La Chiesa sacramento di salvezza, D'Auria, Napoli 1965.

Solo essa può farlo e mai ha finito di farlo. Mai viene un momento, nella vita degli individui e nella storia dei popoli, nel quale il suo ruolo dovrà o anche solo potrà cessare. Giustamente è stato scritto che se il mondo perdesse la Chiesa perderebbe la Redenzione. Infatti <la Chiesa è in Cristo come un sacramento o segno e strumento dell'intima unione con Dio e dell'unità di tutto il genere umano>.
Perciò la Chiesa non è solo segno visibile di salvezza, ma anche <sacramento> del Cristo glorioso. Come sacramento del Cristo risorto essa ha la missione di rendere presente la salvezza operata da Cristo, mediante l'annuncio della Parola, i sacramenti, la testimonianza. Essa deve annunciarlo, donarlo, mostrarlo a tutti: essa è sempre, e in tutta verità, la Chiesa di Cristo. Ma ciò che è in se stessa, deve divenirlo in noi.
Ciò che essa è per noi, deve esserlo anche per mezzo di noi. Occorre che Cristo, anche per mezzo nostro, continui ad essere annunciato, celebrato, testimoniato.

Scaturita quale mirabile sacramento dal costato del Cristo dormiente sulla croce (s. Agostino citato in SC 5), in virtù di quel <sangue ed acqua> (Gv 19,34) essa rende presente ed attuale il mistero pasquale di Cristo ed offre agli uomini la possibilità di inserirsi nell'organismo vivo del suo corpo.
Secondo SC 59: * esprimono la fede della Chiesa. La Chiesa crede nell'efficacia dei segni sacramentali che essa compie nel nome e con l'autorità di Cristo; ecco perché, per la validità di un sacramento, si richiede sempre di fare ciò che intende fare la Chiesa; * esprimono la fede del soggetto che li riceve: la presuppongono (senza la fede in Cristo e nella sua opera di salvezza non esiste neppure l'azione sacramentale salvifica: cf Mc 16,15; At 8,37s; è dunque lecito e doveroso dare l'unzione dei malati anche a chi è in coma, presupponendo che, se fosse stato in coscienza, l'avrebbe lui stesso liberamente richiesta; nel battesimo dei bambini si presuppone la fede dei genitori e della Chiesa stessa); la esprimono (tutti i sacramenti sono una professione-confessione di fede in Cristo Signore); la nutrono e la irrobustiscono (<credo, ma aumenta la mia fede> Mc 9,24). 

Senza la fede i santi segni non riusciranno ad essere letti al di là della loro sfera <mondana>, non potranno indicare il distacco verso Colui che è il <totalmente Altro>, sempre inaccessibile in se stesso e mai pienamente comunicabile; senza la fede, invece che <santo> il segno diventa <magico>, quasi un pretendere di carpire la potenza divina e dominarla per i propri fini (cf l'episodio di Simone il mago in At 8,19-25; anche l'episodio di cafarnao in Gv 6,26-28).

Nei sacramenti è Cristo stesso che agisce, per mezzo dei suoi ministri.
Gesù nostro Redentore è dunque l'unico autore della Chiesa e dei sacramenti della Chiesa. Egli è il <sacramento> che si prolunga nei <sacramenti> per poter ragiungere tutti gli uomini di tutti i tempi e salvarli e ricondurli al Padre.

La Bibbia è esplicita sull'istituzione da parte di Gesù di alcuni sacramenti: il Battesimo (Mt 28,19; Mc 16,15; Gv 3,4); l'Eucaristia (Lc 22,19; 1 Cor 11,26); la Penitenza (Gv 20,23). Di fatto però anche gli altri sacramenti vanno ricondotti a Cristo, dal momento che gli Apostoli si sono considerati solo <ministri> di Cristo e <amministratori> dei misteri di Dio (1 Cor 4,1); in quanto fedeli amministratori nulla inventano, ma fin dall'inizio applicano ben precisi gesti sacramentali che fanno risalire alla volontà di Cristo Salvatore, quali la Confermazione (At 8,7; 19,6); l'Unzione (Giacomo 5,14); il matrimonio (Ef 5,25; Mt 19,3-9); l'Ordine (2 Tim 1,6; 2,2; ma già in Lc 22,19: fate questo...). Nei brani evangelici citati vediamo come i sacramenti vengono raccomandati dagli apostoli, vengono presi ad esempio di vita santa e giusta. 

Chi immagina nell’istituzione dei sacramenti solenni cerimonie è fuori strada. Non bisogna mai dimenticare infatti il significato di sacramento, cioè mistero. Mistero è il come discenda lo Spirito Santo per imposizione della mani sui cresimandi, mistero è come il matrimonio vincoli per l’eternità due persone eterosessuali, mistero è l’unzione degli infermi che guarisce, mistero è l’Ordine che conferisce il potere di legare e di sciogliere le anime su questa terra.

Viene tuttavia da chiedersi: qual è la potestà della Chiesa sui sacramenti? Per analogia con la liturgia, anche dei sacramenti si può dire che essi constano di una parte immutabile (di istituzione divina) e di parti suscettibili di cambiamento, che nel corso dei tempi possono o anche devono variare (SC 21). E' in questo ambito rituale e mutabile che la Chiesa, con quel processo chiamato <inculturazione>, di fatto è sempre intervenuta per regolare la disciplina sacramentale (CIC 841).

I sacramenti cristiani hanno la forza di santificare perché non sono segni vuoti o sterili, ma sono carichi della realtà significata: contengono e comunicano, con la forza dello Spirito Santo, la grazia trasformante e deificante a coloro che li ricevono con le dovute disposizioni del cuore. Vuoti lo diventerebbero se chi li riceve non crede.

Dicono i Padri: <Il corpo viene lavato affinché l'anima sia purificata; il corpo riceve l'unzione affinché l'anima venga consacrata> (Tertulliano). Pertanto: i sacramenti contengono e coferiscono la grazia; non solo nutrono e irrobustiscono la fede, ma contengono e comunicano la grazia di Dio all'uomo che li riceve con le debite disposizioni.

Nella sua umanità Cristo è dunque il sacramento primordiale del Padre, il sacramento dell'incontro con Dio.
Che cosa produce in noi lo Spirito Santo? Leggiamo nella lettera ai Galati: "Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mitezza, dominio di sé" (Gal 5,22).
La confermazione è la pentecoste continuata. È il segno che la pienezza dello Spirito Santo è data a tutto il popolo di Dio.
"Effonderò il mio spirito sopra ogni uomo" (Gl 3,1) aveva promesso il Signore: ecco la confermazione. La confermazione è un sacramento ben distinto, anche se non veramente separabile, dal battesimo e dall’eucaristia.


Tutti i sacramenti ci comunicano lo Spirito Santo. Ogni sacramento viene dalle tre persone divine; ogni sacramento dà la vita, il perdono e lo Spirito. Ciò non impedisce che un determinato sacramento sia "specializzato" al dono della vita, o del perdono, o dello Spirito. Così ogni battesimo è immersione nello Spirito; ma è la confermazione che ci dà il dono pieno dello Spirito. 

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