martedì 18 ottobre 2016

I DISCEPOLI DI EMMAUS



i
discepoli di emmaus (Lc 24, 13-35): essi, dopo aver incontrato il Signore Risorto, riferiscono di aver sentito il cuore che ardeva;
lo Spirito Santo entra nel cuore di ogni uomo, cambiandolo e facendogli riconoscere Gesù Risorto.

Pensiamo a quante cose può fare il fuoco... Avete mai visto modellare il ferro?
Gli artigiani sanno che il metallo quando viene passato nel fuoco diventa malleabile e può quindi essere lavorato dandogli la forma che vogliono.
Se noi permettiamo allo Spirito Santo di operare in noi, Esso ci rende meno inflessibili e meno duri e può plasmare e avvicinare il nostro pensiero a quello di Dio.
Pensiamo a quando stiamo seduti vicino al fuoco... quanto calore sentiamo... Lo Spirito Santo scalda il nostro cuore, lo libera dai sentimenti negativi, trasformandoli in amore.

Sappiamo come il fuoco bruci e distrugga ogni cosa, lasciando dietro di se solo cenere; anche lo Spirito Santo, se lo accogliamo dentro di noi, brucia i nostri sentimenti negativi (l’egoismo, l’odio, il rancore, la rabbia, l’invidia), che ci allontanano da Gesù, scioglie il ghiaccio del nostro cuore.

l’acqua . Questo è un simbolo molto importante, viene usato nella Bibbia per comunicarci che Dio attraverso l’acqua ci fa rinascere a vita nuova. Anticamente gli ebrei ritenevano che l’acqua bastasse per essere purificati, che lavasse ogni peccato e ogni colpa commessa. Gesù però ci dice che non basta la sola acqua (non intesa come simbolo dello Spirito Santo) a purificarci, è necessario anche lo Spirito Santo. Lo Spirito attraverso l’acqua ci rende persone nuove e cancella in noi i peccati. Prendete ad esempio Noè: lui viene salvato dal diluvio universale perché è un uomo buono e giusto.
Pensiamo anche a Mosé, vi ricorda qualcosa che ha a che fare con l’acqua?

Dio apre le acque del Mar Rosso, permettendo al popolo ebraico di passare e salvarsi.
Ma la salvezza definitiva dal peccato ce la dona Gesù, attraverso la sua Morte e la sua Resurrezione.
Andiamo a rivedere il momento in cui Gesù in croce viene trafitto da una lancia e dal suo costato esce sangue e acqua.
È proprio attraverso la Sua Morte e Resurrezione che Gesù ci dona lo Spirito Santo che riceviamo nei Sacramenti.
Ci sono molti episodi nel Vangelo che parlano di questo simbolo; vediamone due:

il cieco nato viene guarito (Gv. 9, 1-41): Gesù gli ordina di andarsi a lavare nella piscina di Siloe, il cieco ne esce con la vista riacquistata.
la samaritana (4, 4-42): Gesù le dice che chiunque beve della sua acqua non avrà più sete; cioè Gesù è la vita, in Lui avremo la vita eterna.

L’acqua è un simbolo di vita, ma anche di morte (pensiamo a quante catastrofi sono provocati dall’acqua).
Anche il peccato provoca morte e disastri, ricordiamoci però che Gesù ha vinto la morte e il peccato.
Attraverso il Battesimo riceviamo lo Spirito Santo che, attraverso l’acqua, ci purifica e cancella in noi il peccato; ci rende, grazie a Gesù, Figli di Dio.
Tutti i nostri bisogni vengono appagati, dissetandoci; l’acqua lava ogni cosa brutta in noi, rende limpido tutto ciò che è torbido.
L’acqua penetra, feconda e purifica. Spesso nel Vangelo, Gesù fa riferimento ad un’acqua viva che zampilla e placa la nostra sete per l’eternità: lo Spirito Santo ci rende vivi e depura tutto ciò che non è nitido e cristallino.

l a colomba
Se pensiamo alla colomba, ci vengono sicuramente in mente le parole pace e amore; anche nei tempi più remoti è sempre stata simbolo di questo.

La Bibbia usa questo simbolo per farci capire che lo Spirito Santo è Amore, proprio come abbiamo detto all’inizio.
Leggendo la Bibbia troviamo molto spesso questo simbolo.
Pensiamo ad esempio, quando Noè manda fuori dall’arca la colomba dall’arca e questa ritorna con un ramoscello d’ulivo nel becco; già qui, quindi, viene raffigurata come un messaggero di pace.

Nel meraviglioso libro della Bibbia “Cantico dei Cantici”, la colomba designa una bellissima sposa; la Sposa di questo libro rappresenta la Chiesa che, animata dallo Spirito Santo, è divenuta Sposa di Dio.
Per quanto riguarda il Nuovo Testamento, anche qui troviamo alcuni brani in cui lo Spirito Santo si manifesta in forma come di colomba, primo fra tutti ricordiamo il Battesimo di Gesù nel fiume Giordano.
La colomba è bianca; questo colore ci ricorda la purezza, quella stessa purezza che dobbiamo mantenere.
Si posa su di noi e vuole fare il nido nel nostro cuore per non lasciarci mai e stare sempre vicino a noi.

È di incomparabile splendore, vola fiera piena di pace e di speranza. Lo Spirito Santo è proprio come la colomba: scende dal cielo e si posa su ognuno di noi, deve però trovare spazio nel nostro cuore perché possa costruire il proprio giaciglio e non lasciarci mai più.

l’olio
Potrebbe sembrare strano che l’olio possa dirci chi è lo Spirito Santo, ma non è così.
L’olio era usato anticamente come medicamento, guariva le ferite (anche Gesù parla dell’olio nella parabola del Buon Samaritano: viene usato per curare quel poveretto che è stato malmenato dai briganti).

Lo Spirito Santo viene dentro di noi per guarirci e darci la forza di superare ogni dolore (non si tratta del solo dolore fisico, ma soprattutto quello che proviamo dentro di noi quando ci allontaniamo dal Signore e dal Suo Amore).

Quando dovevano scegliere un re, utilizzavano proprio l’olio per eleggerlo a capo di un popolo (pensiamo al re Davide).
L’olio simboleggia lo Spirito per dirci che siamo stati scelti dal Signore per essere suoi figli, per annunciarci che apparteniamo alla Sua famiglia: la Chiesa.

Nell’antichità i guerrieri ungevano il loro corpo con l’olio per sfuggire al nemico, scivolando dalle sue mani.
Lo Spirito ci dona la forza di scivolare via dalle mani del maligno, di sfuggire da chi ci vuole condurre verso il male.
Ricordiamo una cosa molto importante: Cristo (in ebraico si dice Messia) significa proprio “unto” dallo Spirito di Dio.

Cerchiamo e leggiamo insieme questi piccoli passi, dove si fa riferimento all’olio come simbolo dello Spirito Santo:

2Corinzi 1, 21

1Giovanni 2, 20, 27

L’olio lascia sempre una macchia che non si asciuga rapidamente e che si lava difficilmente; lo Spirito Santo penetra in profondità e ci dona bellezza, salute, forza e sapore.

Quando veniamo cresimati, quindi, riceviamo un sigillo, simbolo della nostra appartenenza a Dio, della Sua definitiva alleanza con noi. Il sigillo indica l’effetto indelebile dell’unzione dello Spirito Santo nei Sacramenti del Battesimo, della Confermazione (Cresima) e dell’Ordine.

 la mano o il dito di dio

Lo Spirito Santo simboleggiato da una mano con l’indice che indica ricorda l’azione che Esso compie nel mondo.

Ricordiamo Mosè: quando ha ricevuto le Tavole della Legge, nel Libro dell’Esodo si dice che i comandamenti sono stati scritti dal dito di Dio (Es. 31, 18).

Lo Spirito Santo ci indica la giusta via da seguire, il corretto modo di agire. Facendo un piccolo ragionamento, si intuisce che se lo Spirito è colui che indica la giusta strada, è anche Colui che ordina al male di allontanarsi dall’uomo.

Vediamo ad esempio nel Vangelo di Luca (Lc. 11, 20) Gesù che caccia i demoni dicendo ‹‹Se invece io scaccio i demòni con il dito di Dio, è dunque giunto a voi il regno di Dio››.

Se pensiamo a Gesù, ricordiamo che Lui imponendo le mani guarisce i malati e benedice i bambini.

Gli apostoli, in nome di Gesù, con l’imposizione delle mani donano lo Spirito Santo.

Come abbiamo visto, la Legge di Dio è stata scritta su tavole di pietra dal “dito di Dio”; la “lettera di Gesù” invece viene affidata agli Apostoli, viene scritta con lo Spirito del Dio vivente, non su tavole di pietra ma su tavole di carne, nei nostri cuori.


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