sabato 29 ottobre 2016

LA NUBE E LA LUCE


la nube e la luce

Le nubi appartengono all’ambiente del cielo e sono collegate anche con l’acqua. 

Sono un simbolo dell’alto, legate al mondo di Dio (situato simbolicamente in alto) – quando una persona muore diciamo ‹‹è andato in cielo››. 

Hanno però un collegamento con il basso, proprio attraverso la pioggia.
La nuvola non può essere afferrata, non possiamo dominarla, è un elemento mobile e aereo.

Il simbolo della nube richiama la trascendenza divina; è un termine tecnico per indicare tutto ciò che va al di là della nostra vita concreta e terrestre; trascende nel senso che sale (la nube sta in cielo) e va oltre. Ecco perché è un simbolo della divinità stessa.

È il simbolo del mistero, del non conoscibile, della divinità che – pur manifestandosi presente – non può essere pienamente conosciuta.

Nella Bibbia ci sono molti brani in cui si parla della nube luminosa, li vedremo fra poco.

La nube anche quando è luminosa, toglie comunque la vista, offre solamente una percezione vaga. Diventa la manifestazione del Dio nascosto.

Diventa però anche uno “strumento di innalzamento”, ossia una realtà che provoca un movimento dall’alto verso il basso. 

Questo di per sé è strano perché le nuvole fisiche che noi vediamo in cielo non possono avere questa caratteristica; nella Bibbia, invece, spesso le nubi divengono portatrici di figure umane e invocano proprio l’immagine del salire verso l’alto.

A questo proposito leggiamo ora insieme il brano che parla dell’Ascensione di Gesù (At. 1, 9); questo brano dice che una nube porta Gesù verso l’alto; non è che Gesù abbia bisogno materialmente di una nuvola per salire al Padre, ma questo movimento viene descritto con questo simbolo che rappresenta lo Spirito Santo.

Se una “persona” può stare su una nuvola, significa che appartiene ad una diversa dimensione.

Rivediamo di nuovo il brano della Bibbia dove Mosé riceve i dieci comandamenti (Es. 34, 4-5): il Signore scende su una nube per avvicinarsi a Mosé.

Leggiamo ora il brano dell’Annunciazione (Lc. 1, 26-28): provate a ritrovare il punto dove si parla dello Spirito Santo sottoforma di nube (non viene descritto propriamente con questa parola).

Passiamo ora alla Trasfigurazione di Gesù, quando Egli cambia aspetto e si manifesta nella sua divinità. Leggiamo dal Vangelo e individuiamo i passi precisi dove si fa riferimento allo Spirito Santo:
Lc. 9, 28-36
Mt. 17, 1-9
Mc. 9, 2-13


È difficilissimo capire e parlare dello Spirito Santo. 

Dio è altro da noi, e noi con la nostra testolina non riusciamo a comprendere fino in fondo; ma abbiamo capito che Dio è amore e vuole donarci la capacità di essere suoi testimoni.

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