domenica 20 novembre 2016

L'INTELLETTO


L’INTELLETTO
Il termine viene dal latino (intus-legere) e significa ‹‹penetrare in profondità››. Questo dono ci aiuta ad arrivare al cuore delle cose, non rimanendo nella superficialità.
Oggi noi viviamo in una società consumistica e superficiale, dove l’importante è apparire. Mille informazioni ci vengono date, spesso contrastanti; diventa per noi difficile distinguere il vero dal falso, l’essenziale dall’inutile.
Viviamo in un tempo in cui trionfa l’apparenza e non la sostanza. Tutto ciò non fa altro che creare confusione con il pericolo di allontanarci da Dio.
Dobbiamo fermarci e riflettere, per evitare di venire travolti da tutto questo. In questo non siamo soli: c’è lo Spirito Santo a guidare e a sostenere i nostri sforzi mediante il dono dell’Intelletto.
Ci rende “intelligenti”, capaci di riflessione e ci giuda a vedere le cose nel modo giusto, ci guida verso la saggezza. Ci ricorda che ciò che conta non è l’apparenza ma la sostanza.
Il dono dell’Intelletto ci mette in guardia perché non cadiamo nella trappola di chi sostiene che essere belli è un dovere. Nostro dovere non è l’essere belli, ma l’essere saggi, virtuosi e buoni. Questo ci permetterà di diventare per gli altri una luce, un esempio.
Pensiamo a Madre Teresa di Calcutta: aveva una faccia rugosa, ma il suo cuore era così grande e pieno d’amore che tutti noi la sentivamo vicina, come una sorella o una madre; lei aveva uno sguardo e un sorriso più affascinanti di tutte le modelle o attrici considerate delle star o delle “bellissime dell’Olimpo”.
Con questo dono, lo Spirito Santo rende acuto il nostro sguardo, dandoci la capacità di andare oltre quello che vedono tutti, cogliendo quanto Dio silenziosamente, ma efficacemente, sta operando nella vita di ciascuno di noi e nella storia dell’umanità.
Lo Spirito Santo ci rende intelligenti alle cose di Dio; attraverso questo dono, il cristiano comprende ciò che Lui ha voluto farci sapere e capirne il significato più profondo.
L’Intelletto dunque non è l’intelligenza come la intendiamo noi (saper risolvere problemi difficili, le espressioni, capire e commentare poesie): è un’intelligenza secondo Dio.
L’Intelletto ci insegna che non ci basta sapere sempre più cose: questo è sicuramente utile per la nostra cultura, ma non possiamo accontentarci di questo, non possiamo fermarci qui (alla superficialità).
Il dono dell’Intelletto coinvolge non solo la mente ma anche il cuore, la volontà, la passione e l’azione.
Per gli antichi Ebrei la sede dell’Intelletto non era il cervello, ma il cuore: la conoscenza che si raggiunge con il cuore è più profonda di quella fredda del cervello.
Inoltre, chi vive accogliendo questo dono si rende conto che la vita è sempre un misto di vittorie e sconfitte, di gioie e dolori. Si riesce a capire il modo di agire di Dio, che è diverso dal nostro.
L’Intelletto è strettamente legato alla fortezza, che gli darà la capacità di portare avanti le scelte.
L’Intelletto è un dono per: riflettere meditare contemplare andare in profondità
Leggere in profondità equivale a guardare con gli occhi di Dio (solo lui sa guardare nel nostro intimo, capire le situazioni e portare luce dove ci sono ombre).
Chi impara a leggere impara anche a comunicare e a comprendere i disagi e le emozioni di chi gli sta vicino. Chi legge nel profondo, nel profondo comunica, usando il linguaggio dell’amore: il linguaggio dell’amore non è fatto di parole.
IL DONO DELL’INTELLETTO 

Quello dell’Intelletto è i l dono della «profondità» contro la «superficialità»; il dono dell'«essere» contro l'«apparire».

Quello dell’intelletto è il dono che mi dice: «Usa il cervello»! 

Mi ammonisce: Sii saggio! Infatti, anche se un asino appare  mille volte in televisione, non potrà diventare mai un cavallo!

In sintesi il dono dell’Intelletto dà luce alla mente umana per penetrare la realtà che ci circonda e capirne il valore e il significato. 

Questo dono ha lo scopo di aiutare a comprendere il vero senso delle cose, ricercandone la verità, affinché non ci fermiamo alla semplice apparenza. È una sorta di approfondimento degli avvenimenti alla luce della Parola di Dio.

martedì 1 novembre 2016

SAPIENZA


I DONI DELLO SPIRITO SANTO (Sapienza)

I doni dello Spirito Santo sono regali che ci vengono dati per poterci avvicinare di più a Dio. Questi doni sono menzionati nel Libro del profeta Isaia (Is. 11); vengono però elencati solamente 6 doni e non 7 (manca la Pietà). 

Il settimo viene introdotto in seguito dai greci circa un secolo prima di Cristo: il Timore di Dio nella lingua greca non rendeva la pienezza dei significati che invece veniva evocata dallo stesso termine in ebraico.

Come abbiamo detto  lo Spirito Santo è l’Amore del Padre e del Figlio. E’ la Divina Carità (carità intesa come amore) che si avvicina a noi e a tutto il creato fino ad arrivare al cuore degli uomini. Questa è la missione dello Spirito Santo. L’amore dà, dona gratuitamente. Lo Spirito Santo ne è uno splendido esempio: ci regala i suoi sette doni:

LA SAPIENZA
Sentendo la parola sapienza, ci verrebbe subito da pensare ad un sinonimo: sapere; ma come ben sappiamo le parole derivano spesso dal greco e dal latino e i loro significati possono essere diversi. La parola sapienza deriva dal latino (sàpere) e significa ‹‹avere sapore, essere gustoso››.
È il dono che ci fa’ assaporare e gustare la vita: Dio con questo dono ci permette di comprendere in ogni situazione la bellezza del dono della vita.

Possiamo assaporare la natura e ammirarne la bellezza (gli alberi, il sole, le stelle, ...). Chi ha il dono della Sapienza non solo riesce ad assaporare il creato come una meraviglia, ma è in grado di leggerlo, imparando da esso.

La Sapienza, inoltre, ci aiuta a distinguere tra il bene e il male.
Al giorno d’oggi abbiamo a disposizione molte cose (telefonini, computer, internet, TV, ...), ricordiamoci però che non è sufficiente avere tante cose, dobbiamo anche sapere come usarle (se uno ha il computer e non sa usarlo, a che gli serve?). Ma questo non basta ancora: è importante sapere anche per che cosa usarle (Internet può essere utilizzato per acquisire preziose informazioni, o per commettere le azioni più sporche e losche).

Il dono della Sapienza è, dunque, il dono che illumina il cuore, che apporta la luce dentro di noi.

Guardando ancora più a fondo, questo dono è quello che ci dà la patente per la vita, perché ce ne spiega il senso.
Il dono è un talento che Dio ci regala.

Il “Sapiente” ha uno stile di vita suo, è capace di approfondire le cose, comprende l’animo, le attese e le speranze di chi sta vicino a lui. Chi ha il dono della Sapienza non segue le mode del momento, è capace di andare contro corrente e provocare la massa.

La Sapienza è un dono per: aprire la nostra mente pensare come Gesù amare le cose di Dio, fare le scelte della vita alla luce del Vangelo.

Il sapore serve a dare gusto alla vita per essere in grado di amare meglio. Come il sale insaporisce le pietanze, anche noi dobbiamo insaporire la nostra esistenza e quella degli altri. 

Il nostro sapore viene da Dio e dipende dalla nostra volontà di assomigliare a Lui.

Il dono della Sapienza è bello, ma come facciamo a crescere con questo dono? È proprio Gesù a rivelarcelo (Lc. 11, 15)

Efficacia della preghiera

Ebbene io vi dico: Chiedete e vi sarà dato, cercate e troverete, bussate e vi sarà aperto. Perché chi chiede ottiene, chi cerca trova, e a chi bussa sarà aperto. Quale padre tra voi, se il figlio gli chiede un pane, gli darà una pietra? O se gli chiede un pesce, gli darà al posto del pesce una serpe? O se gli chiede un uovo, gli darà uno scorpione? Se dunque voi, che siete cattivi, sapete dare cose buone ai vostri figli, quanto più il Padre vostro celeste darà lo Spirito Santo a coloro che glielo chiedono!»

Se noi preghiamo e ci fidiamo di Gesù, il dono della sua Sapienza sarà sempre con noi.

Saremo quindi in grado di crescere con il gusto di:
  • crescere guardando dentro di noi e capendo cosa vogliamo veramente, senza seguire falsi idoli (attori, cantanti, calciatori ...)
  • assumerci delle responsabilità, pensare al nostro futuro e alle scelte che faremo
  • vivere seguendo gli insegnamenti del Vangelo, riscoprendo l’importanza di vivere in comunità
IL DONO DELLA SAPIENZA

La scienza non basta. La scienza ci dice quel che è possibile, l a sapienza quel che è lecito.

La scienza guarisce le mani, la sapienza ci insegna ad usarle. La scienza prepara cuori artificiali, la sapienza cuori saggi.
La scienza ci fa potenti, la sapienza ci fa uomini. È vero che senza la scienza la vita si arresta, ma senza la sapienza imbarbarisce.


In sintesi il dono della Sapienza infonde in chi lo riceve la comprensione delle vicende umane, e dona la capacità di gustare la bellezza del creato, scoprendo la Provvidenza di Dio Padre. 

La Sapienza ci aiuta a vivere in modo cristiano, illuminando il nostro cammino, facendoci fare le scelte secondo la volontà di Dio e non secondo quella degli uomini. 

Invita a leggere i segni di Dio nella storia, facendoci scoprire che Lui è l’Emmanuele: il Dio con noi, affinché manteniamo viva la speranza e ci apriamo al suo progetto d’amore, diventando “sale della terra” e “luce del mondo”.