lunedì 12 dicembre 2016

LA FORTEZZA


LA FORTEZZA

Con il dono della Fortezza lo Spirito Santo elargisce all’uomo coraggio, costanza, tenacia nel testimoniare la fede e nel fare il bene.

Pensiamo agli Apostoli: il dono della Fortezza che hanno ricevuto il giorno di Pentecoste li ha sostenuti e resi coraggiosi nel testimoniare la risurrezione di Gesù, anche durante le persecuzioni subite. Così come ha sostenuto i martiri nel momento della prova.

Ma questo dono non è rivolto solo ai martiri gloriosi ed eccezionali, ma serve a tutti noi durante il martirio sommesso, quotidiano che ci coinvolge tutti per poter sostenere la nostra fedeltà all’ideale cristiano.

Viviamo in un mondo dove ovunque si guardi vediamo violenza, che non è certamente un sinonimo di fortezza (se la intendiamo correttamente), è invece un sinonimo di debolezza, insicurezza e disperazione.

Per assurdo, accanto alla violenza, vediamo dilagare anche la tendenza a facilitare e a banalizzare ogni cosa. Anche questa tendenza è il contrario della fortezza, intesa come capacità di affrontare con coraggio le difficoltà e gli impegni. Il dono della Fortezza è il rimedio a tre malattie odierne:
  1. il conformismo: coinvolge coloro che si allineano alla cultura dominante, seguendo la moda; coloro che si preoccupano di essere come gli altri, non sapendo da soli che direzione prendere e non essendo in grado di andare controcorrente
  2. l’edonismo: è la malattia di chi mette sempre davanti il piacere rispetto al dovere; si svincola dalla fatica e dal sacrificio (senza questi non si potrà mai costruire nulla di veramente valido e duraturo)
  3. il minimismo: coinvolge le persone che cercano il massimo risultato con il minimo sforzo, accontentandosi in ogni cosa di un sei meno, senza vivere per nessun grande ideale
Risulta lampante quanto sia prezioso questo dono al giorno d’oggi, in cui, per realizzarsi come persone umane e ancor più per essere autentici cristiani, si deve decisamente andare controcorrente, con l’ovvia fatica che questo comporta.

Egli ci aiuta a sopportare fatiche e sofferenze, ma anche ad affrontare tentazioni e difficoltà. Pensiamo a quanta forza hanno coloro che sono ammalati da molto tempo e soffrono: grazie a questo grande amore riescono a superare tutte le difficoltà.

La Fortezza è necessaria contro lo scoraggiamento, le tentazioni, l’egoismo. Con l’Intelletto e il Consiglio abbiamo fatto le nostre scelte, ora con la Fortezza si tratta di portarle a termine, di essere fedeli.

Lo Spirito Santo, quindi, con il dono della Fortezza ci rende capaci di non arrenderci di fronte alle difficoltà che ci impediscono di essere cristiani, di trovare la forza di testimoniare sempre la nostra “fede” vincendo ogni paura.

Ci dona la forza di superare le difficoltà della vita, senza perdere la speranza e la gioia di credere in Gesù.

Ci dona la forza di lottare contro la falsità cercando sempre la verità.
Ci dona la forza di vincere le nostre paure che ci impediscono spesso di agire nel bene.
Ci dona la forza di essere solidali con coloro che devono portare il peso della sofferenza.
Ci dona la forza di dare il massimo di noi stessi e di superare la fatica per farlo.

G ià nei primi anni dopo Cristo, uno scrittore aveva paragonato lo Spirito Santo ad un allenatore sportivo; infatti, come ben sappiamo, l’allenatore ci prepara a sostenere le gare, le partite, ci aiuta a dare il meglio, ma ci dice anche che: “non c’è medaglia d’oro che non sia inzuppata di sudore”.

La vera forza del fragile uomo non è farcela da solo, ma poter contare su chi con la forza ha scritto il mondo e lo governa con la legge dell’amore. La Fortezza è dunque la fiducia in chi ci sostiene nelle difficoltà: Dio.

La Fortezza è un dono per: avere coraggio testimoniare la propria fede aiutare chi è scoraggiato resistere alle prove
IL DONO DELLA FORTEZZA Da’ al mondo il meglio di te,  e ti prenderanno a calci. Non importa, da’ il meglio di te!
Uno scrittore dei primi secoli del Cristianesimo paragonava lo Spirito Santo all'allenatore.

L'allenatore, si sa, prepara alla fatica; dice ai suoi ragazzi: «Non c'è medaglia d'oro che non sia inzuppata di sudore».


In sintesi il dono della Fortezza infonde la forza interiore, la tenacia, la perseveranza, la capacità di opporsi al male e di superare gli ostacoli. Ci rende saldi nella preghiera e, se fosse necessario, ci dona il coraggio per affrontare il martirio. 

Il dono della Fortezza, infatti, dà all’anima una forza soprannaturale così che possa superare le difficoltà che si incontrano nel cammino di fede, senza temere nulla. La Fortezza ci aiuta a combattere le prove morali esteriori ma anche quelle interiori: le passioni con le loro tentazioni, la superbia, la superficialità, la pigrizia, lo scoraggiamento, l’egoismo.

venerdì 2 dicembre 2016

IL CONSIGLIO


IL CONSIGLIO

Il termine consiglio deriva dal latino (consulere) e vuol dire ‹‹decidere››. Nella Bibbia, la parola consiglio significa per lo più progetto. (I popoli non comprendono il consiglio del Signore).

Su ogni uomo Dio ha un progetto; egli chiama ciascuno a realizzare qualcosa di unico e irripetibile: Dio non fa mai fotocopie!

Il Suo progetto su di noi non è un’imposizione, è invece una proposta di collaborazione con Lui. Dio sa qual è la via per la nostra riuscita nella vita, per la realizzazione piena della nostra personalità. Se noi la comprendiamo, l’accogliamo, ci impegnamo a seguirla, diventiamo autentici e veri, unici e irripetibili.

Molti uomini, al giorno d’oggi, mettono al centro di tutto il proprio io, dando spazio al solo individualismo ed egoismo; sono sicuramente pronti a ricevere dagli altri, ma non sono ugualmente pronti a donare se non ricevono qualcosa in cambio, della serie: ogni cosa ha un prezzo.

A livello religioso, molti non sentono il bisogno di Dio, della Sua parola e del Suo Consiglio. Eppure, se ci pensiamo, quando viviamo un momento di difficoltà sentiamo il bisogno di aggrapparci a qualcosa, ci sentiamo fragili e soli: capiamo di aver bisogno degli altri, e soprattutto di Dio.

È molto prezioso il dono del Consiglio: ci porta sicurezza, fiducia, speranza, ci aiuta a prendere le giuste decisioni, a progettare il nostro futuro.

Ognuno di noi ha grandi capacità e potenzialità. 

Non dobbiamo sprecare le nostre risorse, dobbiamo invece fruttificarle al massimo, realizzando nel modo migliore il progetto di Dio su di noi. Non dobbiamo preoccuparci: in questa grande impresa non siamo soli: c’è lo Spirito Santo proprio con il dono del Consiglio. 

Noi, poi, capaci grazie a lui di accogliere i consigli, diventiamo capaci di consigliare i nostri fratelli.

Attraverso il dono del Consiglio, lo Spirito Santo ci suggerisce quello che dobbiamo fare e dire in ogni momento della nostra vita, non solo nelle situazioni importanti e difficili. 

Ovviamente dobbiamo mettere da parte il nostro voler decidere da soli (non ho bisogno dell’aiuto di Dio), solo così lo Spirito Santo agisce su di noi e ci rende capaci di scelte piene d’amore.

Ci aiuta a scegliere tra il bene e il male, a distinguere qual è la volontà di Dio e quale invece quella degli uomini.
Se accogliamo questo dono, diventeremo delle persone giudiziose e piene di buon senso, delle persone da prendere come esempio e a cui chiedere buoni consigli.

Il Consiglio è un dono per: scegliere la strada giusta rispondere alla voce di Dio collaborare con Dio realizzare un grande progetto

IL DONO DEL CONSIGLIO 

S e è necessaria una matura riflessione prima di prendere una decisione, è altrettanto necessario, quando la decisione è presa nella luce dello Spirito Santo, passare prontamente all’azione, perché - come dice un proverbio – “la strada del poi arriva alla città del mai”Non sprecare pertanto le tue risorse! Dio ci ha tanto amati da chiamarci tutti ad un grande volo. Consigliati con lo Spirito, e parti!


In sintesi il dono del Consiglio ci dà la capacità di discernere gli avvenimenti, facendoci prendere le decisioni opportune e aiutandoci ad essere perseveranti. 

In questo modo ci guida verso la strada giusta, che ci porta alla realizzazione del progetto di Dio. Lo Spirito Santo, in un certo modo, si fa nostro consigliere per guidarci verso il nostro vero bene, facendoci superare le situazioni di stallo e di insicurezza, e le situazioni che, sul piano umano, appaiono difficili e insuperabili. Ci dà, poi, la possibilità di giudicare nel giusto modo, cioè con verità e prudenza, e non secondo le apparenze.