mercoledì 22 marzo 2017

LO SPIRITO LIBERATORE


LO SPIRITO LIBERATORE E RIVELATORE

Antico Testamento: il roveto ardente ed il passaggio del Mar Rosso

Ora Mosè stava pascolando il gregge di Ietro, suo suocero, sacerdote di Madian, e condusse il bestiame oltre il deserto e arrivò al monte di Dio, l'Oreb. 

L'angelo del Signore gli apparve in una fiamma di fuoco in mezzo a un roveto. Egli guardò ed ecco: il roveto ardeva nel fuoco, ma quel roveto non si consumava. Dio disse a Mosè: <<Io sono colui che sono!>>. Poi disse: <<Dirai agli Israeliti: Io-Sono mi ha mandato a voi>>. [Es. 3,1-2.14]

L 'angelo di Dio, che precedeva l'accampamento d'Israele, cambiò posto e passò indietro. Anche la colonna di nube si mosse e dal davanti passò indietro. Venne così a trovarsi tra l'accampamento degli Egiziani e quello d'Israele. 

Ora la nube era tenebrosa per gli uni, mentre per gli altri illuminava la notte; così gli uni non poterono avvicinarsi agli altri durante tutta la notte. Allora Mosè stese la mano sul mare. E il Signore durante tutta la notte, risospinse il mare con un forte vento d'oriente, rendendolo asciutto; le acque si divisero. Gli Israeliti entrarono nel mare asciutto, mentre le acque erano per loro una muraglia a destra e a sinistra. 

Gli Egiziani li inseguirono con tutti i cavalli del faraone, i suoi carri e i suoi cavalieri, entrando dietro di loro in mezzo al mare. Il Signore disse a Mosè: <<Stendi la mano sul mare: le acque si riversino sugli Egiziani, sui loro carri e i loro cavalieri>>. Mosè stese la mano sul mare e il mare, sul far del mattino, tornò al suo livello consueto, mentre gli Egiziani, fuggendo, gli si dirigevano contro. Il Signore li travolse così in mezzo al mare. 

Le acque ritornarono e sommersero i carri e i cavalieri di tutto l'esercito del faraone, che erano entrati nel mare dietro a Israele: non ne scampò neppure uno. In quel giorno il Signore salvò Israele dalla mano degli Egiziani e Israele vide gli Egiziani morti sulla riva del mare; Israele vide la mano potente con la quale il Signore aveva agito contro l'Egitto e il popolo temette il Signore e credette in lui e nel suo servo Mosè. [Es. 17,19-23.26-28.30-31]

Questi due famosi brani del Libro dell’Esodo esprimono pienamente l’azione dello Spirito rivelatore e liberatore. Nel primo testo Dio concede all’uomo di conoscere il suo nome e lo fa attraverso le sembianze del fuoco, il roveto ardente, attributo tipico dello Spirito Santo nella Sacra Scrittura. In questa prima rivelazione, che segna l’inizio della liberazione del popolo d’Israele, Dio dice di essere: <<Io sono colui che sono!>>. Dio non si rivela in un sostantivo, ma in un verbo cioè in una realtà dinamica. 

Da quel momento Dio è presente presso il suo popolo perchè ha visto che la sua pena è grande; il popolo che Dio ha scelto è schiavo e ha bisogno di libertà. Lo Spirito che rivela Dio all’uomo lo libera dalla sua schiavitù e queste due azioni nella storia di Dio e di Cristo saranno sempre inscindibili (pensiamo ai miracoli che sanano il corpo e rivelano agli occhi del miracolato la natura divina di Gesù).

L a presenza di Dio si manifesta per Israele attraverso un altro segno, che richiama lo Spirito, la nube che accompagna Israele, che lo protegge e che lo rende irraggiungibile all’esercito del faraone. Potremmo dire che l’amore di Dio ha cinto il suo popolo e non permette a nessuno di penetrare in questa corazza d’amore, perché Dio ha dato la sua parola e le sue promesse si avverano: i segni del Signore sono potenti.

Siamo ora alle sponde del Mar Rosso, Mosè stende le braccia ed il mare si apre. Questi fatti rivelano l’azione di Dio e di fronte ad essa si compirà una professione di fede. Da questi avvenimenti si risale a colui che è il Signore del tempo e della Storia. Ma come si compie il prodigio del Passaggio del Mar Rosso? 

Se notiamo gli elementi del racconto ritroviamo l’acqua, la terra e, ad un certo punto il “Soffio Forte”. Sono gli stessi elementi che abbiamo già trovato nella creazione. Ebbene sul Mar Rosso è ancora la Ruach di Dio che divide le acque per far emergere la terra e porta il popolo di Israele dalla schiavitù d’Egitto alla libertà della terra promessa.

Nuovo Testamento: Il battesimo di Gesù

Poiché il popolo era in attesa e tutti si domandavano in cuor loro, riguardo a Giovanni, se non fosse lui il Cristo, Giovanni rispose a tutti dicendo: <<Io vi battezzo con acqua; ma viene uno che è più forte di me, al quale io non son degno di sciogliere neppure il legaccio dei sandali: costui vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco. Egli ha in mano il ventilabro per ripulire la sua aia e per raccogliere il frumento nel granaio; ma la pula, la brucerà con fuoco inestinguibile>>. Con molte altre esortazioni annunziava al popolo la buona novella. 

Ma il tetrarca Erode, biasimato da lui a causa di Erodìade, moglie di suo fratello, e per tutte le scelleratezze che aveva commesso, aggiunse alle altre anche questa: fece rinchiudere Giovanni in prigione. Quando tutto il popolo fu battezzato e mentre Gesù, ricevuto anche lui il battesimo, stava in preghiera, il cielo si aprì e scese su di lui lo Spirito Santo in apparenza corporea, come di colomba, e vi fu una voce dal cielo: <<Tu sei il mio figlio prediletto, in te mi sono compiaciuto>>. [Lc. 3,15-22]

La storia della salvezza pensata da Dio per l’uomo porta in sè un grande dono, la divinizzazione dell’uomo in Gesù Cristo, Figlio di Dio. Dio manda suo figlio nella Storia, e il Verbo si fa uno di noi, per salvarci; Dio manda lo Spirito Santo per innalzarci, attraverso il figlio, fino a Lui. 

Gesù si fa uomo e come uomo percorre le stesse tappe della nostra vita (nasce, vive, muore), ma ha in sè una prerogativa: quella di essere fedele al disegno del Padre; è fedele a quel disegno che l’uomo ha rifiutato in principio col peccato. In Cristo la vita umana, diventa vita nuova nello Spirito. 

Gesù si appresta a ricevere il battesimo nell’acqua e in quel preciso istante avviene un’effusione di Spirito Santo che rivela Gesù e rende manifesta la relazione filiale unica di Gesù con Dio Padre che proclama: <<Tu sei il mio figlio prediletto, in te mi sono compiaciuto>>. Se con l’annunciazione a Maria l’unzione era nel segreto del grembo, ora l’unzione di Gesù è palese e manifesta: il Salvatore rivelato, per mezzo dello Spirito Santo e del fuoco, libererà l’uomo dal peccato e lo salverà da ogni male. 

L’elemento del battesimo in acqua da rito di purificazione diventa, per opera di Gesù e dello Spirito, strumento potente di salvezza. Lo Spirito Santo è il garante dell’autenticità dell’azione di Cristo vero sacramento di salvezza.

La Chiesa: Il Battesimo

Sia i brani dell’Esodo che il brano del Nuovo Testamento, ci rimandano fortemente al sacramento del Battesimo, sacramento che ci libera dalla schiavitù del peccato e ci immette nella Chiesa la quale ci rivela, attraverso l’azione dello Spirito, che la nostra salvezza è Gesù Cristo.

Per essere uomini nuovi occorre rinascere dall’acqua e dallo Spirito. Il battesimo non può non essere un segno importante per il cristiano, perchè è la manifestazione più alta dell’azione dello Spirito Santo in noi, attraverso il lavacro dell’acqua e l’effusione dello Spirito, Dio ci ricrea suoi figli.

Vivere il battesimo oggi vuol dire riscoprire fino in fondo la gioia di essere Figli di Dio, e farlo riscoprire anche agli altri. Può sembrare banale, ma ricordarsi di questo evento è già un recupero di una consapevolezza di essere prima di tutto uomini e donne liberati.


Il Battesimo viene ricevuto una sola volta nella vita ed è il primo dono di fede che lo Spirito di Dio fa all’uomo attraverso la Chiesa, ma certamente noi possiamo riviverlo ogni giorno nella conversione del cuore, farlo nostro ogni qualvolta partecipiamo ad una liturgia battesimale, riviverlo come memoriale nella celebrazione della veglia pasquale dove anche noi ci sentiamo al contempo qui oggi, e là, sulle rive del Mar Rosso, dove il Signore per azione dello Spirito ci libera e ci salva a vita nuova. 

Grazie al Battesimo ed in virtù dello Spirito Santo che ci rende Chiesa, ognuno di noi con doni e carismi diversi può essere strumento di salvezza per il mondo. 

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