martedì 28 marzo 2017

LO SPIRITO RINNOVATORE


LO SPIRITO RINNOVATORE

Antico Testamento: Ezechiele e la profezia delle ossa inaridite

La mano del Signore fu sopra di me e il Signore mi portò fuori in spirito e mi depose nella pianura che era piena di ossa; mi fece passare tutt'intorno accanto ad esse. Vidi che erano in grandissima quantità sulla distesa della valle e tutte inaridite. 

Mi disse: <<Figlio dell'uomo, potranno queste ossa rivivere?>>. Io risposi: <<Signore Dio, tu lo sai>>. 

Egli mi replicò: <<Profetizza su queste ossa e annunzia loro: Ossa inaridite, udite la parola del Signore. Dice il Signore Dio a queste ossa: Ecco, io faccio entrare in voi lo spirito e rivivrete. Metterò su di voi i nervi e farò crescere su di voi la carne, su di voi stenderò la pelle e infonderò in voi lo spirito e rivivrete: Saprete che io sono il Signore>>. 

Io profetizzai come mi era stato ordinato; mentre io profetizzavo, sentii un rumore e vidi un movimento fra le ossa, che si accostavano l'uno all'altro, ciascuno al suo corrispondente. Guardai ed ecco sopra di esse i nervi, la carne cresceva e la pelle le ricopriva, ma non c'era spirito in loro. Gli aggiunse: <<Profetizza allo spirito, profetizza figlio dell'uomo e annunzia allo spirito: Dice il Signore Dio: Spirito, vieni dai quattro venti e soffia su questi morti, perché rivivano>>. 

Io profetizzai come mi aveva comandato e lo spirito entrò in essi e ritornarono in vita e si alzarono in piedi; erano un esercito grande, sterminato. Mi disse: <<Figlio dell'uomo, queste ossa sono tutta la gente d'Israele. Ecco, essi vanno dicendo: Le nostre ossa sono inaridite, la nostra speranza è svanita, noi siamo perduti. Perciò profetizza e annunzia loro: 

Dice il Signore Dio: Ecco, io apro i vostri sepolcri, vi risuscito dalle vostre tombe, o popolo mio, e vi riconduco nel paese d'Israele. Riconoscerete che io sono il Signore, quando aprirò le vostre tombe e vi risusciterò dai vostri sepolcri, o popolo mio. Farò entrare in voi il mio spirito e rivivrete; vi farò riposare nel vostro paese; saprete che io sono il Signore. L'ho detto e lo farò>>. Oracolo del Signore Dio. [Ez. 37,1-14]

Questo di Ezechiele è il brano dell’Antico Testamento che più di ogni altro rimanda all’evento della risurrezione. Grande protagonista è lo Spirito di Dio, lo Spirito che sprigiona la potenza di Dio, e ne manifesta l’onnipotenza. 

Il Vento (lo Spirito), entra nelle ossa inanimate e le rinnova, le riporta a vita nuova; ciò che era, ora non è più e ciò che era morto ora è vita nuova. Ancora una volta l’elemento cosmico (il vento) prorompe sulla Terra e porta la vita. E’ la vittoria del Vento (lo Spirito) e di Dio sulla morte. Lo Spirito è potenza che va oltre il limite. Interessante notare che ancora una volta, come nella creazione, è l’alito di vita che proviene da Dio che penetra la materia inanimata, le ossa inaridite - il fango, e le rende vive. 

Il mistero dello Spirito proviene, come il vento, da un “dove” che l’uomo non percepisce fino in fondo ma che può cogliere nel momento della sua azione.

Il secondo aspetto importante è la promessa. Dio promette il suo Spirito, promette la risurrezione; è il Dio fedele che parla; il Dio che ama la sua creatura e la sua creazione: L'ho detto e lo farò.

Le ossa inaridite le possiamo anche paragonare alla nostra condizione umana lontana da Dio, che non produce nulla di vivo. L’esistenza dell’uomo, fecondata dalla presenza dello Spirito, è completamente rinnovata e produce frutti che la elevano. 

L’incontro con lo Spirito di Dio porta le azioni umane ad essere efficaci e ritrovano in Lui la loro verità più profonda e viva. L’agire diventa segno di salvezza, riflesso di una realtà più alta e più profonda. 

Un esempio per tutti. Prendiamo la parola umana, può esprimere tante cose a livello di relazione interpersonale, ma è lettera morta perchè la sua eco si perde con la morte di chi l’ha pronunciata. Nell’incontro della parola con lo Spirito di Dio, essa si rinnova e si riempie di quella potenza che la trasforma in parola di salvezza: la voce umana è strumento della Voce di Dio.

Nuovo Testamento: La Risurrezione

R iguardo al Figlio suo, nato dalla stirpe di Davide secondo la carne, costituito Figlio di Dio con potenza secondo lo Spirito di santificazione mediante la risurrezione dai morti, Gesù Cristo, nostro Signore. [Rm. 1,3-4]

E se Cristo è in voi, il vostro corpo è morto a causa del peccato, ma lo spirito è vita a causa della giustificazione. E se lo Spirito di colui che ha risuscitato Gesù dai morti abita in voi, colui che ha risuscitato Cristo dai morti darà la vita anche ai vostri corpi mortali per mezzo del suo Spirito che abita in voi. [Rm. 8,10-11]

Questi due brani di S. Paolo sono rivolti alla Chiesa di Roma; in essi troviamo un’ulteriore rivelazione dell’azione dello Spirito Santo nel mistero della Risurrezione. Nei Vangeli non vi è cenno alle modalità della Risurrezione, ma S. Paolo, ispirato dallo Spirito, compie questa riflessione: è lo stesso Spirito di Dio che ha risorto il signore Gesù. Colui che era Figlio di Dio da quando è stato inviato nel mondo, riceve mediante lo Spirito, i pieni poteri nel momento della sua glorificazione, quando risorto siede alla destra di Dio.

La convinzione che lo Spirito di potenza, che fa nuove tutte le cose, agisca nella Risurrezione, è già presente in tutta la riflessione dei primi anni della Chiesa. Lo Spirito Santo, che ha creato col Padre e col Figlio il mondo; lo Spirito Santo che ha reso col Padre carne il Figlio; lo stesso Spirito non poteva essere il grande assente nel momento “cruciale” della Salvezza, la Risurrezione, senza la quale non trovava compimento la promessa da Dio.

Questa azione è presente qui oggi nel nostro tempo, perchè questo Spirito, capace di farci vivere, che ci dona la fede e ci rinnova nella conversione, è già in noi.

La Chiesa: La Riconciliazione

Lo Spirito che rinnova è oggi presente nella Chiesa attraverso il sacramento della Riconciliazione e in ogni atto che porta ogni uomo a convertirsi, cioè a cambiare radicalmente il suo cuore.
L’uomo è sempre tentato dal peccato ed essendo fragile cade. L’amore di Dio lo porta a stare dinanzi al suo errore e proprio lo Spirito Santo gli fa gustare, dopo la nostalgia della lontananza, il volto del Padre. 

C’è una vita nuova che attende ogni peccatore che si converte. Lo Spirito Santo suggerisce al peccatore sentimenti di pentimento, ma gli apre anche orizzonti di speranza perchè lo riconduce alla pace.


Che lo Spirito sia presente nel sacramento della riconciliazione è Gesù stesso che lo dice: “Gesù disse loro <<Ricevete lo Spirito Santo; a chi rimetterete i peccati saranno rimessi e a chi non li rimetterete, resteranno non rimessi>>“. [Gv. 20,22-23] 

Il sacerdote nel dare l’assoluzione pronuncia le parole: “Io ti assolvo nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo”. Chi perdona è Dio Padre, in Gesù Cristo, per l’azione potente dello Spirito.

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