sabato 8 aprile 2017

LO SPIRITO CONSOLATORE


LO SPIRITO CONSOLATORE – LO SPIRITO DELLA CHIESA

Antico Testamento: Ezechiele, la profezia del cuore nuovo

Allora le genti sapranno che io sono il Signore parola del Signore Dio quando mostrerò la mia santità in voi davanti ai loro occhi. Vi prenderò dalle genti, vi radunerò da ogni terra e vi condurrò sul vostro suolo. 

Vi aspergerò con acqua pura e sarete purificati; io vi purificherò da tutte le vostre sozzure e da tutti i vostri idoli; vi darò un cuore nuovo, metterò dentro di voi uno spirito nuovo, toglierò da voi il cuore di pietra e vi darò un cuore di carne.

Porrò il mio spirito dentro di voi e vi farò vivere secondo i miei statuti e vi farò osservare e mettere in pratica le mie leggi. Abiterete nella terra che io diedi ai vostri padri; voi sarete il mio popolo e io sarò il vostro Dio. Vi libererò da tutte le vostre impurità: chiamerò il grano e lo moltiplicherò e non vi manderò più la carestia. [Ez. 36,23-29]

Il popolo d’Israele è un popolo che ha tradito Dio ed ora è allo stremo, ha fame. Pensa che nessuno più ascolti le sue preghiere, ma in realtà è Israele che è incapace di pregare, perchè il suo cuore è di pietra, ha perso l’orizzonte della sua verità. 

Lo spirito che ora abita in Lui non è lo Spirito di Dio ed il popolo è morto. Ma Dio ama comunque il suo popolo e si china su di esso; lo lava con l’acqua pura, lo raccoglie e mette nel suo cuore uno Spirito Nuovo. Il popolo ora ritrova il Signore e le sue tribolazioni sono finite; non è più un popolo solo, ma è di nuovo il popolo di Dio, che ha in sè lo Spirito della consolazione e dell’abbondanza. Le promesse iniziali ancora una volta sono mantenute.

Questo popolo sbandato vuole essere consolato e ha bisogno di una grande salvezza, da solo non può andare avanti. Emerge qui un forte richiamo ad un altro passo dell’Antico Testamento, al famoso passo di Isaia, dove il profeta annunzia una grande consolazione e cioè che il popolo potrà vedere il volto della Salvezza promessa da Dio: <<Consolate, consolate il mio popolo, dice il vostro Dio. Parlate al cuore di Gerusalemme e gridatele che è finita la sua schiavitù, è stata scontata la sua iniquità, perché ha ricevuto dalla mano del Signore doppio castigo per tutti i suoi peccati>>. 

Una voce grida: <<Nel deserto preparate la via al Signore, appianate nella steppa la strada per il nostro Dio. Ogni valle sia colmata, ogni monte e colle siano abbassati; il terreno accidentato si trasformi in piano e quello scosceso in pianura. Allora si rivelerà la gloria del Signore e ogni uomo la vedrà, poiché la bocca del Signore ha parlato>>. [Is. 40,1-5]

Questi brani ci rivelano come da sempre la condizione umana sia insufficiente a darsi risposte di salvezza definitive e durature. Solo Dio, mediante il suo agire nella storia, porta la speranza della vita nel cuore di ogni uomo. La consolazione al popolo d’Israele e la presenza di Dio nelle sue vicende storiche si è attuata in modalità differenti ma sempre guidate dallo Spirito Santo (i re, i giudici, i profeti) fino alla rivelazione piena e definitiva con l’incarnazione del Verbo per opera dallo Spirito Santo.

Gesù risorto torna al Padre ma con la promessa di essere con i suoi discepoli fino alla fine dei giorni. Questa presenza si attua nella Chiesa, il nuovo popolo, alla quale il Cristo dona il suo Spirito, il Consolatore perchè non si smarrisca nel deserto della storia, ma possa procedere Santa e immacolata fino alla fine dei tempi.

Nuovo Testamento: Pentecoste

M entre il giorno di Pentecoste stava per finire, si trovavano tutti insieme nello stesso luogo. Venne all'improvviso dal cielo un rombo, come di vento che si abbatte gagliardo, e riempì tutta la casa dove si trovavano. Apparvero loro lingue come di fuoco che si dividevano e si posarono su ciascuno di loro; ed essi furono tutti pieni di Spirito Santo e cominciarono a parlare in altre lingue come lo Spirito dava loro il potere d'esprimersi. Si trovavano allora in Gerusalemme Giudei osservanti di ogni nazione che è sotto il cielo. 

Venuto quel fragore, la folla si radunò e rimase sbigottita perché ciascuno li sentiva parlare la propria lingua. Erano stupefatti e fuori di sé per lo stupore dicevano: <<Costoro che parlano non sono forse tutti Galilei? E com'è che li sentiamo ciascuno parlare la nostra lingua nativa? Siamo Parti, Medi, Elamìti e abitanti della Mesopotamia, della Giudea, della Cappadòcia, del Ponto e dell'Asia, della Frigia e della Panfilia, dell'Egitto e delle parti della Libia vicino a Cirène, stranieri di Roma, Ebrei e prosèliti, Cretesi e Arabi e li udiamo annunziare nelle nostre lingue le grandi opere di Dio>>. [At. 2,1-11]

Nella pentecoste descritta da Luca negli Atti degli Apostoli vengono riproposti i due simboli dello Spirito: il Vento e il Fuoco. Gesù come aveva promesso, dona alla comunità dei discepoli il Consolatore: “Pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Consolatore perché rimanga con voi per sempre, lo Spirito di verità che il mondo non può ricevere, perché non lo vede e non lo conosce. 

Voi lo conoscete, perché egli dimora presso di voi e sarà in voi. Non vi lascerò orfani, ritornerò da voi.” [Gv. 14,16-18] Nel dono dello Spirito Santo si consolida la nuova alleanza, gli uomini ricevono lo Spirito di Dio in una modalità sorprendente e con una potenza del tutto nuova, tutti capiscono cosa accade pur parlando lingue diverse. 

La Chiesa pur parlando mille lingue diverse tra loro, proclama un unico messaggio, il Vangelo di Cristo. Lo Spirito, proprio perchè è Spirito di “Libertà” soffia nelle direzioni più impensate e suscita i doni più inattesi. In questo suo agire noi troviamo la nostra consolazione, la capacità di penetrare in profondità la Parola, il sostegno nella testimonianza apostolica e missionaria della Chiesa. 

Lo Spirito è colui che riempie i nostri cuori e ci aiuta a risollevarci dalle nostre debolezze. Nel Vangelo di Giovanni ci sono due momenti in cui si rivela che il Consolatore è lo Spirito di Dio che Cristo dona al mondo per non lasciare l’umanità, la Chiesa, orfana di quel sostegno necessario per convertire ogni giorno il suo cuore di pietra: “E dopo aver ricevuto l'aceto, Gesù disse: <<Tutto è compiuto!>>. E, chinato il capo, spirò .” [Gv. 19,30]

“La sera di quello stesso giorno, il primo dopo il sabato, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Gesù, si fermò in mezzo a loro e disse: <<Pace a voi!>>. Detto questo, mostrò loro le mani e il costato. E i discepoli gioirono al vedere il Signore. Gesù disse loro di nuovo: <<Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anch'io mando voi>>. Dopo aver detto questo, alitò su di loro e disse: <<Ricevete lo Spirito Santo; a chi rimetterete i peccati saranno rimessi e a chi non li rimetterete, resteranno non rimessi>>". [Gv. 20,19-23]

Nello spirare Gesù emette il suo Spirito; il Risorto che “alita” sui discepoli è un’immagine che rimanda fortemente alla Ruach della Creazione. Il Cristo risorto crea la sua Chiesa; il risorto appare in questo brano come il creatore dell’uomo nuovo, libero dal peccato e dal male e coerede con Lui della Salvezza a cui Dio fin dal principio l’aveva destinato. La Chiesa ogni giorno proclama questo messaggio, in attesa del ritorno glorioso di Cristo. Senza lo Spirito Santo la Chiesa non potrebbe sussistere e non sarebbe credibile.

In questo cammino verso la Salvezza, accompagnati dallo Spirito, dobbiamo far fruttare i nostri carismi che sono la capacità di agire dell’uomo per l’uomo, ma che portano in sè l’azione di Dio.

La Chiesa: La preghiera

I n ogni tempo nella Chiesa la presenza vitale e consolatrice dello Spirito Santo suscita la preghiera. In ogni parte del mondo dove esistono persone che pregano, c’è la presenza dello Spirito Santo, germe e soffio vitale; apertura alla Salvezza.

Lo Spirito è colui che fa prendere coscienza all’uomo di aver bisogno di un Altro, che è al di fuori di lui, per essere salvato. Lo Spirito Santo è il dono che arriva nel cuore dell’uomo insieme alla preghiera. E’ anche colui che proclama la nostra preghiera perchè mette sulle nostre labbra quelle parole che altrimenti siamo incapaci di pronunciare per supplicare e intercedere presso Dio. Lo Spirito che ci conosce intimamente, agisce in noi.

“Allo stesso modo anche lo Spirito viene in aiuto alla nostra debolezza, perché nemmeno sappiamo che cosa sia conveniente domandare, ma lo Spirito stesso intercede con insistenza per noi, con gemiti inesprimibili.” [Rm. 8,26]

La storia della salvezza si apre con la creazione del mondo dove lo Spirito è presente; si muove attraverso i secoli mediante il disegno di Dio attuato dalla presenza dello Spirito; si compie oggi nella Chiesa, alla quale lo Spirito è stato donato e Le suggerisce le parole di invocazione in attesa della nuova venuta di Cristo.

E per concludere, ricordiamoci che lo Spirito Santo non lascia mai le cose come sono: sparge senza misura i Suoi doni, ma tocca a noi accoglierli e farli fruttificare. In altri termini, lo Spirito Santo è il pilota, ma l’auto la mettiamo noi; Lui è il vento, ma la vela la srotoliamo noi.