sabato 24 giugno 2017

Norme Vita Cristiana


NORME FONDAMENTALI DELLA VITA CRISTIANA

I DIECI COMANDAMENTI, O DECALOGO lo sono il Signore Dio tuo:
1. Non avrai altro Dio fuori di me.
2. Non nominare il nome di Dio invano.
3. Ricordati di santificare le feste.
4. Onora il padre e la madre.
5. Non uccidere.
6. Non commettere atti impuri (*).
7. Non rubare.
8. Non dire falsa testimonianza.
9. Non desiderare la donna d'altri.
10. Non desiderare la roba d'altri.
 
Riportiamo un brano di un discorso di Giovanni Paolo II ai Vescovi degli Stati Uniti d'America:
«Con la schiettezza del Vangelo, la compassione di Pastori e la carità di Cristo, voi avete affrontato la questione dell'in dissolubilità del matrimonio, affermando giustamente: «Il patto tra un uomo e una donna uniti in matrimonio cri­stiano è tanto indissolubile e irrevocabile quanto l'amore di Dio per il suo popolo e l'amore di Cristo per la sua Chiesa». Esaltando la bellezza del matrimonio voi avete giustamente preso posizione sia contro la teoria della contraccezione sia contro gli atti contraccettivi, come fece l'enciclica Humanae vitae. Ed io stesso oggi, con la stessa convinzione di Paolo VI, ratifico l'insegnamento di questa enciclica, emes­sa dal mio Predecessore "in virtù del mandato affidatoci da Cristo ". Descrivendo l'unione sessuale tra marito e moglie come una speciale espressione del loro patto d'amore, voi avete giustamente affermato: "Il rapporto sessuale è un bene umano e morale soltanto nell'ambito del matrimonio: fuori del matrimonio esso è immorale ".

Come uomini che hanno `parole di verità e la potenza di Dio " (2 Cor 6,7), come autentici maestri della legge di Dio e Pastori compassionevoli, voi avete anche giustamente affermato: 'Il comportamento omosessuale (che va distinto dall'orientamento omosessuale) è moralmente disonesto "». «...Sia il magistero della Chiesa, nella linea di una tradizione costante, sia il senso morale dei fedeli hanno affermato senza esitazione che la masturbazione è un atto intrinsecamente e gravemente disordinato» (Dichiarazione della sacra Congregazione per la dottrina della fede circa alcune questio­ni di etica sessuale, 29 dicembre 1975, n. 9).
 

I CINQUE PRECETTI DELLA CHIESA

1. Partecipare alla Messa la domenica e le altre feste comandate e rimanere liberi da lavori e da altre attività che potrebbero impedire la santificazione di tali giorni.
2. Confessare i propri peccati almeno una volta all'anno.
3. Ricevere il sacramento dell'Eucaristia almeno a Pasqua.
4. Astenersi dal mangiare carne e osservare il digiuno nei giorni stabiliti dalla Chiesa.
5. Sovvenire alle necessità materiali della Chiesa stessa, secondo le proprie possibilità.
 

PENTIMENTO O DOLORE DEI PECCATI

11. Che cos'è il pentimento?
Il pentimento è il dispiacere o dolore dei peccati commessi, che ci fa proporre di non peccare più. Può essere perfetto o imperfetto.
12. Che cos'è il pentimento perfetto o contrizione?
Il pentimento perfetto o contrizione è il dispiacere dei peccati commessi, perché sono offesa a Dio nostro Padre, infinitamente buono e amabile, e causa della Passione e Morte di Gesù Cristo, Figlio di Dio e nostro Redentore.
13. Che cos'è il pentimento imperfetto o attrizione?
Il pentimento imperfetto o attrizione è il dispiacere dei peccati commessi, per il timore della pena eterna (Inferno) e delle pene temporali, o anche per la brut­tezza del peccato.
 

PROPOSITO DI NON COMMETTERNE PIÙ

14. Che cos'è il proposito?
Il proposito è la volontà risoluta di non commettere mai più peccati e di fuggirne le occasioni.
15. Che cos'è l'occasione del peccato?
L'occasione del peccato è ciò che ci mette in perico­lo di peccare.
16. Siamo obbligati a fuggire le occasioni dei pec­cati?

Siamo obbligati a fuggire le occasioni dei peccati, perché siamo obbligati a fuggire il peccato: chi non le fugge, finisce per cadere, poiché "chi ama il peri­colo in esso si perderà" (Sir 3, 27). 

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